L'Indice del clima 2026 del Sole 24 Ore certifica una realtà percepita da tempo dai cittadini: Asti figura al 103° posto su 107 capoluoghi italiani, tra i più colpiti dal disagio climatico nazionale. Ambiente Asti commenta il dato come "fotografia di anni di immobilismo su un tema che riguarda direttamente la salute dei cittadini", puntando il dito contro un assessorato all'Ambiente fermo per "nove anni di deserto".
Proposte ignorate e isole di calore
La formazione politica denuncia proposte concrete rimaste "sistematicamente inascoltate": più verde urbano, interventi contro le isole di calore, misure per l'aria e mobilità sostenibile. Un'assenza che ha reso il capoluogo vulnerabile a estati "sempre più calde e umide", con il territorio che scivola nelle classifiche. Il risultato è un Asti "sempre meno preparata ad affrontare i cambiamenti climatici".
Il Paesc: adempimento o svolta?
Negli ultimi quattro anni , secondo la Lista, spicca solo il Paesc, Piano d'Azione per l'Energia Sostenibile e il Clima, visto come "più un passaggio obbligato per accedere a finanziamenti che l'avvio di una reale politica climatica". Ambiente Asti lo definisce sostanzialmente marginale nell'azione amministrativa, uniche eco di un impegno formale.
Campanello d'allarme per Comune e Provincia
La classifica "dovrebbe rappresentare un campanello d'allarme che non può più essere ignorato", affermano dalla lista civica, che condivide le responsabilità tra capoluogo e provincia "guidata dagli stessi attori". Sul clima "non servono documenti formali o annunci: servono scelte politiche, investimenti e azioni concrete", con l'ambiente finalmente "al centro delle politiche della città e del territorio".





