Politica - 13 marzo 2026, 15:29

Collegamento sud-ovest e tangenziale, Ambiente Asti porta i dubbi dei cittadini in consiglio

Il consigliere Malandrone ha presentato un'interrogazione al sindaco Rasero per chiedere chiarezza sul progetto di Rocca Schiavina e sulle possibili alternative ecosostenibili

Mario Malandrone

Mario Malandrone

Il dibattito sul nuovo sistema viario di Asti si accende, spinto dalle recenti prese di posizione della cittadinanza. A raccogliere e rilanciare le preoccupazioni dei residenti è il gruppo consiliare Ambiente Asti, che ha depositato un'interrogazione ufficiale a risposta scritta rivolta al sindaco Maurizio Rasero e all'assessore competente in materia di viabilità e urbanistica. Al centro della contesa c'è il progetto del collegamento sud-ovest e la prospettata realizzazione di una nuova tangenziale con innesto in località Rocca Schiavina.

Le richieste all'amministrazione comunale

L'iniziativa politica prende le mosse da una lettera aperta firmata da un gruppo di astigiani, che ha sollevato forti perplessità sull'impatto ambientale dell'opera. Attraverso l'interrogazione, Ambiente Asti chiede alla Giunta di fare totale chiarezza sullo stato attuale dell'iter amministrativo e autorizzativo, nonché sulle tempistiche previste per l'eventuale realizzazione. Tra i punti salienti del documento spicca la richiesta di rendere pubblici i dati aggiornati sui flussi di traffico che giustificherebbero l'infrastruttura. Inoltre, Mario Malandrone chiede se siano state effettuate analisi approfondite sui costi e sui reali benefici dell'opera, domandando se l'amministrazione intenda promuovere momenti di confronto pubblico e se siano state valutate soluzioni alternative e meno impattanti.

Il rischio per il paesaggio e il consumo di suolo

A corredo dell'interrogazione, Malandrone  ha diffuso un duro comunicato stampa in cui ribadisce la propria posizione contraria all'attuale impostazione del progetto. "In un momento storico in cui il consumo di suolo, la tutela del paesaggio e la riduzione dell’inquinamento sono al centro delle politiche europee e nazionali, appare quantomeno discutibile continuare a proporre soluzioni basate sulla costruzione di nuove infrastrutture stradali ad alto impatto ambientale", si legge nella nota. Secondo il gruppo, l'opera comporterebbe la compromissione di aree agricole di grande valore, situate peraltro in un contesto strettamente collegato ai paesaggi vitivinicoli tutelati dall'Unesco.

La ricerca di alternative sostenibili

Per Ambiente Asti, la costruzione di nuove strade non rappresenta la soluzione definitiva ai problemi di viabilità, rischiando anzi di "spostare traffico e inquinamento da una zona della città a un’altra senza affrontare le cause reali della congestione veicolare". Il gruppo consiliare invita quindi le istituzioni a percorrere altre strade: "Prima di ipotizzare nuove opere infrastrutturali è indispensabile approfondire soluzioni alternative, tra cui il miglioramento della viabilità urbana esistente, il potenziamento del trasporto pubblico locale, la realizzazione di parcheggi scambiatori e il rafforzamento dei collegamenti ferroviari con Asti".

Redazione


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