Scatta il conto alla rovescia per la 34ª edizione delle "Giornate FAI di Primavera", in programma sabato 21 e domenica 22 marzo 2026. L'appuntamento con il più grande evento di piazza dedicato al patrimonio culturale e paesaggistico d'Italia si avvicina e, per una delle aperture più attese in provincia, il tempo per organizzarsi sta per scadere.
La Delegazione astigiana del FAI - Fondo per l'Ambiente Italiano ETS propone due visite di eccezionale interesse, che si inseriscono nel panorama nazionale di 780 luoghi aperti in 400 città italiane. Un patrimonio multiforme, reso accessibile grazie all'impegno di 7.500 volontari e 17.000 Apprendisti Ciceroni, giovani studenti formati per raccontare le bellezze del territorio.
L'occasione è duplice: conoscere da vicino tesori di storia e arte, ma anche sostenere la missione della Fondazione, attiva dal 1975 nella cura e tutela del patrimonio culturale perché sia per sempre e per tutti.
A far da cornice agli edifici aperti, la possibilità di scoprire angoli inediti della città e delle colline circostanti. Il primo gioiello è il Palazzo della Questura di Asti, in Corso XXV Aprile 19. L'edificio, esempio di architettura razionalista edificato nel 1939 per ospitare la Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale, divenne sede della Polizia di Stato alla fine degli anni Cinquanta, dopo l'occupazione tedesca del periodo bellico. Durante le visite sarà possibile accedere ai locali e agli uffici, ma anche al gabinetto della Polizia Scientifica, dove tecnici specializzati mostreranno le metodologie di indagine. Un tributo speciale sarà rivolto a Salvatore Ottolenghi, pioniere delle investigazioni scientifiche nato ad Asti nel 1861, a cui è intitolata la rotonda antistante.
La partecipazione a questa apertura, definita una delle 'chicche' dell'edizione piemontese, richiede però un passaggio obbligato: per motivi di sicurezza, i maggiori di 14 anni devono effettuare la prenotazione online sul sito del FAI entro e non oltre le 20 di mercoledì 18 marzo, comunicando nome, cognome e data di nascita. Senza questa procedura non sarà consentito l'accesso.
Il secondo luogo del cuore è il Sacro Monte di Mongardino, l'unico della provincia di Asti. Sorto a partire dal 1739 e recentemente restaurato, il complesso devozionale del Colle di Sant'Antonio custodisce le cappelle della Via Crucis con i gruppi plastici in terracotta che illustrano le 14 stazioni. I visitatori potranno ammirare i colori tornati a nuova vita grazie al restauro curato da Ilaria Deambrogio, con Francesca Pozzo e Magda Canalis, e godere dall'alto dello spettacolo sulla vallata del Tanaro e, nelle giornate terse, sulla catena alpina.
Per informazioni dettagliate su orari e modalità di partecipazione è possibile consultare il sito www.giornatefai.it.





