Cosa succede quando il teatro incontra il carcere e le canzoni di Mina diventano veicolo di libertà? Il risultato è "Vorrei una voce", lo spettacolo di e con Tindaro Granata in programma domenica 22 marzo alle ore 19 allo Spazio Kor di Asti, all'interno della rassegna "Lingua di mezzo" curata da Chiara Bersani e Giulia Traversi.
L'opera, produzione LAC Lugano Arte e Cultura in collaborazione con Proxima Res, nasce da un intenso percorso creativo realizzato con le detenute di alta sicurezza della casa circondariale di Messina, nell'ambito del progetto "Il Teatro per Sognare". Il fulcro del monologo, costruito attraverso le canzoni di Mina cantate in playback, è il sogno: perdere la capacità di sognare significa far morire una parte di sé.
"Con le detenute – racconta Granata – abbiamo messo in scena l'ultimo concerto live di Mina, alla Bussola, il 23 agosto 1978. L'idea era di entrare nei propri ricordi, in un proprio spazio, dove tutto sarebbe stato possibile, recuperando una femminilità annullata, la libertà di espressione della propria anima e del proprio corpo, in un luogo – come il carcere – che, per forza di cose, tende quotidianamente ad annullare tutto ciò".
Ogni detenuta aveva a disposizione due canzoni della Tigre di Cremona e, attraverso il canto in playback, doveva trasmettere la forza e la potenza della propria storia. In scena, però, Granata è solo. "Non voglio e non posso portare in scena le ragazze della casa circondariale – spiega – perché quello che abbiamo fatto in quel luogo è giusto che rimanga con loro e per loro. In scena ci sono solo io: ma delle ragazze mi porto i loro occhi, i gesti, le lacrime e i sorrisi. Grazie a loro, racconto storie di persone che cercano un riscatto importante: l'amore per la vita, quella spinta forte che ti permette di sopportare tutto, pur di realizzare un sogno".
L'obiettivo è ambizioso: "Vorrei che gli spettatori e le spettatrici, usciti da teatro, potessero ritrovare il desiderio di vivere, di cambiare la prospettiva sul mondo, interrogandosi sul momento in cui, ignorando la propria voce interiore, hanno fatto morire i propri sogni. Bisogna invece trovare il coraggio e la forza di combattere la battaglia più grande che un essere umano possa affrontare: quella di vivere, e non sopravvivere".
Un attore tra successi e impegno civile
Tindaro Granata, nato a Tindari (ME), ha un percorso artistico atipico: nessuna formazione accademica, ma l'esordio nel 2002 con Massimo Ranieri e un lungo sodalizio con Carmelo Rifici dal 2006 a oggi. Come autore di sé stesso esordisce nel 2011 con "Antropolaroid", spettacolo sulla storia della sua famiglia che rielabora l'antica tecnica del "cunto siciliano", valendogli la Borsa Teatrale Anna Pancirolli e il Premio ANCT 2011 come miglior spettacolo d'innovazione.
Seguono "Invidiatemi come io ho invidiato voi", su un caso di pedofilia a Perugia (Premio Mariangela Melato come miglior attore emergente, Premio FERSEN alla regia, Premio Enriquez per la drammaturgia d'impegno civile), e "Geppetto e Geppetto", sulla stepchild adoption e il rapporto tra padri e figli, premiato con il Premio UBU 2016 come miglior novità o progetto drammaturgico, il Premio Hystrio Twister 2017 e il Premio Enriquez.
Accessibilità e incontri
Come da tradizione di Spazio Kor, particolare attenzione è riservata all'accessibilità. Lo spettacolo è fruibile per persone cieche e con disabilità motoria. Alle 18 è previsto un touch tour su prenotazione, mentre l'audiodescrizione poetica è curata da Camilla Guarino e Giuseppe Comuniello con la collaborazione live di Teresa Priano. Per prenotazioni: accessibilita@spaziokor.it o 3278447473.
Al termine della rappresentazione seguirà un incontro con Jane Plumbini e Alessio Murta.
Biglietti e informazioni
I biglietti sono disponibili al costo di 10 euro (intero), 8 euro ridotto per Kor Card, abbonati Teatro Alfieri, tesserati Biblioteca Astense, under 25 e over 60. Ridotto gruppi a 5 euro per compagnie di almeno 10 persone. Prevendite online su www.webtic.it e alla biglietteria di Spazio Kor (aperta lun-ven 10-12 e 15-18). Info: info@spaziokor.it, 3278447473 (anche Whatsapp).
"Lingua di mezzo" è realizzata all'interno della Rete PATRIC con Città di Asti e Teatro degli Acerbi, in collaborazione con Fondazione Piemonte dal Vivo e Lavanderia a Vapore, con il sostegno di Fondazione Cassa di Risparmio di Asti, Fondazione CRT e Fondazione Compagnia di San Paolo.






