Economia e lavoro - 15 marzo 2026, 18:55

Export astigiano in flessione nel 2025: male l'automotive, tengono le macchine industriali. Medio Oriente in crescita ma pesa l'incertezza

Il presidente della Camera di commercio Coscia: "Conflitto in Medio Oriente proietta ombra sul commercio internazionale. Siamo solo a metà del primo tempo, serve massima vigilanza"

Export astigiano in flessione nel 2025: male l'automotive, tengono le macchine industriali. Medio Oriente in crescita ma pesa l'incertezza

L'export della provincia di Asti chiude il 2025 con una flessione che lo colloca all'ultimo posto in Piemonte per performance negativa. Mentre il vicino territorio alessandrino vola trainato dall'oro e dai metalli preziosi, l'astigiano registra un calo generalizzato, condizionato dalle difficoltà del comparto automotive e dalle fluttuazioni dei mercati di riferimento. Il tutto mentre il conflitto in Medio Oriente, divampato dieci giorni fa, getta un'ombra di incertezza sugli equilibri del commercio internazionale.

A fotografare la situazione è la Camera di commercio di Alessandria-Asti, che ha diffuso i dati consolidati dell'intero 2025, relativi quindi al periodo precedente l'escalation bellica tra Stati Uniti, Israele e Iran.

"L'escalation del conflitto in Medio Oriente, divampata appena dieci giorni fa, proietta un'ombra di incertezza sugli equilibri del commercio internazionale" , dichiara il presidente Gian Paolo Coscia. "Sebbene una decade sia un arco temporale troppo breve per stilare bilanci definitivi, la storia della regione ci ha insegnato che il fattore tempo si misura spesso sul filo dei giorni: dalla Guerra dei Sei Giorni fino ai dodici giorni che segnarono la prima fase delle ostilità lo scorso giugno."

Coscia sottolinea come i numeri analizzati oggi non riflettano ancora l'attuale crisi bellica, ma offrano una fotografia consolidata del 2025. "Il quadro che emerge per il basso Piemonte è a due velocità: Alessandria protagonista di una performance d'eccellenza, che conferma la dinamicità del tessuto produttivo, soprattutto della componente orafa e dei metalli preziosi; Asti registra una flessione, condizionata dalle dinamiche specifiche dei comparti locali e dalle fluttuazioni dei mercati di riferimento."

Secondo il presidente della Camera di commercio, "in questo scenario, il compito delle istituzioni è il monitoraggio costante al fianco del sistema produttivo. Risulta fondamentale promuovere tavoli di confronto tra decisori e imprenditori per mappare le criticità e definire strategie resilienti. Secondo gli analisti, citando una metafora calcistica, siamo solo a 'metà del primo tempo'. Ci troviamo di fronte a un conflitto regionale dalle immediate ripercussioni globali: è questa la variabile cruciale che impone la massima vigilanza per la salvaguardia dell'export e delle filiere territoriali."

I numeri di Asti: flessione generalizzata, resistono i macchinari

Per la provincia di Asti, negli ultimi tre anni l'export è diminuito del -7,8%, segnando il risultato più basso in Piemonte. Nel 2025 il valore totale delle esportazioni si è attestato a 3.434.551.939 euro, in calo del -2,8% rispetto al 2024.

Il quadro dei prodotti esportati offre negatività diffuse, con una sola eccezione significativa. Al primo posto troviamo le parti e accessori per autoveicoli, che con 633 milioni rappresentano il 19% del totale ma registrano un calo del -18,8% rispetto al 2024, pari a una perdita di oltre 146 milioni di euro.

In controtendenza le macchine di impiego generale, che al secondo posto con 606 milioni (18% del totale) segnano un incoraggiante incremento del +24,7% , con un guadagno di quasi 120 milioni di euro. Un dato che attesta la vitalità di un comparto strategico per il territorio astigiano.

Seguono le bevande con 516 milioni (-1,4%), le altre macchine di impiego generale con 215 milioni (-12,1%), gli strumenti di misurazione con 170 milioni (-9%) e i motori e apparecchiature elettriche con 126 milioni (-11,8%).

I mercati di destinazione: Brasile in testa, vola l'Argentina

Tra i Paesi di destinazione dell'export astigiano, al primo posto figura il Brasile con 748 milioni di euro, sostanzialmente stabile rispetto al 2024. Seguono Stati Uniti con 363 milioni (-19,4%), Francia con 329 milioni (+12,1%), Germania con 317 milioni (-3,1%), Messico con 187 milioni (-28,6%) e Argentina con 162 milioni (+47,1%).

Focus Medio Oriente: +21,6% ma dimensioni marginali

L'export astigiano verso il Medio Oriente, pur in crescita, mantiene dimensioni ancora marginali. Nel 2025 ha raggiunto complessivamente 21,4 milioni di euro, in aumento del +21,6% rispetto all'anno precedente.

Primo mercato di riferimento è Israele con 6,8 milioni (+16,6%), seguito da Emirati Arabi Uniti con 4,9 milioni (+1,4%) e Arabia Saudita con 4,3 milioni (+98,3%). Seguono Giordania (1,7 milioni, +36,5%), Libano (1,3 milioni, +73%) e Qatar (558 mila, +219,8%).

In forte calo invece le esportazioni verso Iran (-41,2%), Kuwait (-11,3%) e Oman (-84,6%). Da segnalare il dato della Siria, che nonostante il conflitto vede un incremento a tre cifre (+3170,6%) ma su valori assoluti ancora contenuti (333 mila euro).

Sono questi i numeri precedenti l'attuale escalation bellica. Un'ombra di incertezza che grava ora su un comparto, quello medio-orientale, che per Asti rappresenta una realtà in crescita ma ancora limitata, e che proprio per questo potrebbe risentire più pesantemente delle turbolenze internazionali.

Redazione

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