La gestione della casa di riposo Giulio e Rachele Bosca è stata discussa durante l’ultimo Consiglio comunale canellese, dove il consigliere del gruppo Per la tua Canelli, Paolo Gandolfo, dopo l’interrogazione del 4 febbraio, ha chiesto che venisse fatto il punto della situazione, tra direzione, dati e sostenibilità economica rispetto al bilancio comunale.
Per Gandolfo, la principale criticità è l’assenza di un direttore: finito il contratto del precedente, il vincitore del concorso ha rinunciato all’incarico. Ma perché è così difficile trovare una persona? Forse il contratto è poco appetibile?
Dov’è il direttore?
A dare una spiegazione è stato il vicesindaco Mauro Stroppiana, che è partito proprio dal posto vacante, sottolineando che la casa di riposo non è rimasta senza una direzione nonostante il ritiro del vincitore del concorso. Infatti, dal 1° febbraio, la gestione è stata affidata alla società pubblica GE.S.S.TER. Srl, partecipata dal consorzio socioassistenziale di cui fa parte anche il Comune.
Il vicesindaco ha aggiunto che la difficoltà di ricerca di un sostituto dipende dalla normativa regionale, che richiede una figura specifica per l’incarico, cioè uno “specialista amministrativo contabile con funzioni di direttore di comunità socioassistenziale”.
Calano gli ospiti, cala il bilancio
Il contesto in cui oggi si trovano a vivere gli anziani è differente rispetto agli anni in cui è stata progettata la RSA, sono cambiati i bisogni e i servizi territoriali a disposizione. Secondo l’amministrazione proprio in questi elementi è da andare a cercare una nuova via per compensare la situazione di perdita economica segnalata. Un fenomeno diffuso per il vicesindaco Stroppiana, perché sempre più anziani riescono a restare a casa grazie ai servizi domiciliari.
La struttura, infatti, dispone di 20 posti per ospiti non autosufficienti e 26 per autosufficienti. Il primo nucleo è quasi sempre pieno, mentre quello per autosufficienti conta oggi 13 presenze. Il risultato è il calo di entrate: “Se una retta base di 1150 la moltiplichiamo per sette ospiti per 12 mesi vuol dire 96.600 euro in meno”.
Da qui, l’invito a non ridurre il problema alla sola questione contabile, ma all’intero sistema di servizi per la terza età: “La questione non è come trovare i soldi, ma come rispondere in maniera adeguata alla domanda sociale”, ha dichiarato, ricordando i progetti già in atto in città, dalle palestre della memoria ai servizi di prossimità (Qui l’articolo).
Soddisfazione a metà, per Gandolfo i nodi restano
“Sono abbastanza soddisfatto della risposta”, ha riferito il consigliere Gandolfo, ricordando che “quando ero io responsabile posso dire che avevamo la coda per gli autosufficienti”. Inoltre, restano i dubbi sulla gestione del concorso e sulla poca attrattività, che lascia il timore che la situazione possa ripresentarsi a breve: “Tra sei mesi ci sarà di nuovo da fare un concorso, saremo di nuovo come prima”.
Durante l'intervento Gandolfo ha fatto riferimento anche a una sua proposta del 2019: affidare la gestione della struttura al Cisa; ipotesi allora respinta politicamente sia da gran parte della precedente maggioranza sia dall’opposizione. Oggi, osserva, l’affidamento a GE.S.S.TER. sembra muoversi in quella direzione. Resta aperto il nodo economico: “Visto che si stanno perdendo 96 mila euro bisogna trovare una soluzione. Quale sarà?”