L’eco delle note dei Cento passi e delle letture degli studenti in piazza San Secondo non si è ancora spento ad Asti, dove la celebrazione della trentunesima Giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie ha lasciato un segno profondo. Sulla scia di questo evento, che ha visto il protagonismo delle scuole e delle associazioni guidate da Libera, interviene ora il gruppo consiliare del Partito Democratico per tradurre la partecipazione civile in impegno istituzionale concreto.
In una nota firmata dai consiglieri Maria Ferlisi, Michele Miravalle, Luciano Sutera Sardo e Roberto Vercelli, il Pd sottolinea come la massiccia presenza di giovani sia la prova tangibile che la città possiede gli anticorpi necessari per contrastare le infiltrazioni. "Vedere gli studenti dare un volto alle storie delle vittime ci dice che la cultura della legalità è viva e cammina sulle gambe delle nuove generazioni", si legge nel documento.
La richiesta per il 21 marzo
Il passaggio dalla piazza alle istituzioni si fa stringente in vista del grande raduno nazionale previsto per sabato 21 marzo a Torino. Proprio per questa occasione, Michele Miravalle ha rivolto una richiesta esplicita all'assessore Marco Galvagno, affinché l'amministrazione invii il Gonfalone della Città di Asti alla manifestazione. Secondo i consiglieri dem, portare il vessillo cittadino in corteo non rappresenta un semplice atto formale, ma il simbolo di una comunità che sceglie di schierarsi senza ambiguità al fianco di Libera e di don Luigi Ciotti.
"La lotta alla mafia è una questione di democrazia e giustizia sociale", ribadiscono i firmatari, evidenziando che la battaglia contro la criminalità che si fa impresa deve essere sostenuta da una buona politica fatta di trasparenza.
Il valore dei beni confiscati
Un altro punto cardine della posizione espressa dal Partito Democratico riguarda la gestione dei beni sottratti ai clan. Il gruppo consiliare ha espresso pieno sostegno alla campagna di Libera denominata "Diamo linfa al bene", che propone di destinare il 2% del Fondo Unico Giustizia (Fug) proprio al riutilizzo sociale di queste proprietà.
L'obiettivo è trasformare i proventi del crimine in scuole, centri di aggregazione e opportunità di lavoro legale, togliendo letteralmente il terreno sotto i piedi alle organizzazioni criminali. Per il Pd astigiano, vedere i giovani chiedere il riutilizzo di questi beni è la risposta più forte a chi ritiene che la mafia al Nord sia un fenomeno invisibile.
Il messaggio conclusivo della nota richiama una delle lezioni più celebri del magistrato Paolo Borsellino, ricordando che il contrasto alla malavita deve essere prima di tutto un movimento culturale. "La lotta alla mafia deve abituare tutti a sentire il fresco profumo della libertà che si oppone al puzzo del compromesso morale", conclude il gruppo dem, ribadendo la necessità che Asti non abbassi lo sguardo.





