Il caso di Cascina Volta e dei maxi conguagli P.E.E.P. torna a infiammare il dibattito politico astigiano. Dopo il caos in aula dello scorso 16 marzo, quando la maggioranza ha abbandonato i banchi facendo mancare il numero legale, l'opposizione rilancia e chiama a raccolta i cittadini in vista del consiglio comunale aperto, in programma questa sera, martedì 24 marzo, a Palazzo civico in piazza Catena.

Un momento del concitato consiglio comunale del 16 marzo (MerfePhoto)
A promuovere l'appello alla partecipazione sono le forze politiche Ambiente Asti, Europa Verde e Uniti si può, che hanno diffuso una locandina dai toni decisi per invitare le famiglie coinvolte e l'intera cittadinanza a far sentire la propria voce. Il documento definisce la vicenda: "Un'ingiustizia che colpisce decine di famiglie", costrette a far fronte a richieste di pagamento per i conguagli degli espropri che, in molti casi, superano i 30.000 euro a nucleo familiare.
Il nodo degli interessi e la promessa tradita
Al centro della polemica c'è soprattutto la composizione della cifra richiesta dal Comune. Secondo i promotori dell'iniziativa: "Il 75,32% del debito richiesto non riguarda il valore della terra, ma è composto da interessi e spese legali maturati in oltre 30 anni di ritardi e contenziosi del Comune". Un onere che i consiglieri di minoranza ritengono inaccettabile scaricare sulle spalle dei residenti.
L'opposizione punta il dito contro quella che definisce una "Promessa tradita". Nel manifesto si fa esplicito riferimento a un parere legale allegato a una delibera del 2017: "Quel documento richiamava chiaramente come gli interessi potessero e dovessero non essere lasciati a carico dei cittadini. Perché oggi l'Amministrazione rinnega il suo stesso atto?". A supporto di questa tesi, viene citata anche la recente deliberazione 129/2025 della Corte dei Conti, la quale avrebbe ribadito che le conseguenze di condotte inefficienti della pubblica amministrazione non possono ricadere sui cittadini.
Le richieste in aula e l'invito a non restare a guardare
L'ordine del giorno che la minoranza intende portare in discussione contiene tre richieste molto precise. La prima è la "sospensione immediata" dell'iter di riscossione, per dare ossigeno alle famiglie. La seconda riguarda lo "stralcio totale" degli interessi legali e delle spese di lite, che secondo l'opposizione sono dovuti unicamente alle inefficienze dell'ente. Infine, viene chiesta una "tutela sociale", da realizzarsi attraverso un tavolo con gli istituti di credito per concordare piani di rateizzazione sostenibili, ma unicamente sulle "somme effettivamente dovute".
La tensione in vista dell'appuntamento di stasera è palpabile, anche alla luce di quanto accaduto nella precedente seduta. I firmatari di Ambiente Asti, Europa Verde e Uniti si può chiudono il loro manifesto con un messaggio perentorio: "Il 16 marzo la maggioranza ha abbandonato l'aula per non votare la tutela dei cittadini. Il 24 marzo il consiglio sarà aperto agli interventi esterni: è il momento di pretendere trasparenza e giustizia sociale. Porta la tua testimonianza, difendiamo i diritti e la buona amministrazione!".





