Il Piemonte si prepara ad affrontare una delle ondate di freddo più significative di questa coda d'inverno fuori stagione, secondo le previsioni del portale Dati Meteo Asti. Un'intensa irruzione di aria artico-marittima è in arrivo sulla regione e porterà con sé un brusco cambiamento delle condizioni meteorologiche: venti di foehn violenti, un drastico calo termico e gelate diffuse fino a quote di pianura.
Già questa sera il primo atto della perturbazione. A partire dalle ore 18-19 di oggi, mercoledì, forti correnti di foehn da nord-ovest inizieranno a spazzare le pianure e le colline piemontesi. Le aree più esposte saranno quelle di Langhe, Roero e Monferrato, dove le raffiche potranno raggiungere i 60-70 km/h, con possibili disagi alla circolazione e rischi per la vegetazione già in fase di risveglio primaverile.
Domani, giovedì 26 marzo, la ventilazione non concederà tregua. Per l'intera giornata il foehn continuerà a soffiare con intensità sostenuta, accompagnato da un primo sensibile abbassamento delle temperature massime, che non supereranno i 12-14°C — valori decisamente inferiori alle medie stagionali.
Forti venti e gelate tardive
Il vero colpo di coda, però, arriverà tra la notte di giovedì e la mattina di venerdì. Con l'attenuarsi parziale dei venti, soprattutto nei fondovalle e nelle aree di pianura più riparate, le temperature subiranno un autentico crollo.
Al mattino di venerdì 27 marzo si prevedono minime comprese tra -4 e -5°C nelle zone pianeggianti, con valori prossimi allo zero che potranno interessare anche le quote di bassa collina, fino a 200-300 metri di altitudine, laddove le brezze residue non offriranno più alcuna protezione termica.
L'allerta non si esaurirà con la giornata di venerdì. Anche nella notte tra venerdì e sabato, quando la ventilazione si attenuerà pressoché ovunque, il rischio di gelate diffuse resterà elevato.
Le temperature potranno scendere nuovamente sotto lo zero fino a quote di 200-300 metri, mentre al di sopra di tale soglia si manterranno su valori leggermente positivi grazie alle residue correnti in quota.
Preoccupazione nel mondo agricolo
L'evento desta particolare allarme tra i viticoltori e i frutticoltori dell'Astigiano e delle aree collinari circostanti. In questo periodo dell'anno molte colture hanno già avviato la fase di germogliamento e fioritura: le gelate tardive potrebbero causare danni ingenti ai vigneti — spina dorsale dell'economia locale — così come ai frutteti e alle coltivazioni orticole in pieno campo.





