Attualità - 31 marzo 2026, 17:44

“Una storia sbagliata”: alla Casa del popolo il racconto delle vite invisibili della città

Venerdì 3 aprile storie, musica e partecipazione per dare forma a una narrazione urbana alternativa

Una città non è fatta soltanto di immagini curate e racconti patinati. Esiste anche un livello più nascosto, fatto di fragilità, quotidianità e voci che raramente trovano spazio. Da qui prende forma “Una storia sbagliata”, l’iniziativa in programma venerdì 3 aprile alla Casa del Popolo, pensata come occasione di incontro, ascolto e produzione collettiva.

L’evento invita il pubblico a partecipare attivamente: chiunque potrà condividere una storia, in forma anonima o firmata, contribuendo a costruire un racconto plurale e autentico della città, lontano dalle narrazioni più convenzionali.

Un intreccio di linguaggi tra parole e musica

La serata si aprirà alle 18 con un aperitivo narrativo guidato dal maestro Bisaccia, momento in cui i partecipanti potranno raccogliere, scrivere e condividere le proprie storie, accompagnati dalla musica di Pietrone. Alle 20 seguirà la cena sociale, curata da Stefano di Duipuvrun, con i vini proposti da Emilio dei Fratelli Omedè e MichiGozze di Kalipè.
Successivamente, le storie raccolte verranno restituite in forma artistica attraverso un “affresco collettivo” della città, tra letture, interventi e live painting con EO Arte Asti.
Alle 22 spazio alla musica con il concerto di Daniel Damas alla kora, strumento che unisce sonorità e narrazione, mentre dalle 23 la serata proseguirà con il dj set Jungla Urbana insieme a Lorythedolfin.
Per tutta la durata dell’evento saranno presenti banchetti e uno spazio di crochet libero con Nene Crochet, aperto anche a chi desidera avvicinarsi per la prima volta a questa pratica.

“Una storia sbagliata” si configura come un esercizio collettivo di ascolto e restituzione, un invito a rallentare e a prestare attenzione a quelle storie che spesso restano ai margini. Un modo per riconoscere valore anche alle imperfezioni e, per una sera, riscrivere insieme il racconto della città.

L’ingresso è libero, previa sottoscrizione o possesso della tessera Arci.

Redazione

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