Come emerso dalle pagine locali del quotidiano La Stampa, lunedì sera si è tenuta una cena riservata tra i principali esponenti del centrodestra locale, regionale e nazionale. All'incontro, svoltosi in un locale nei pressi di piazza Statuto, hanno partecipato i referenti di Fratelli d'Italia, Forza Italia e Lega. A far discutere, tuttavia, è stata l'assenza del sindaco Maurizio Rasero, escluso dal vertice in quanto privo di tessera partitica. Su questo delicato scenario politico interviene ora Azione Asti, attraverso un'articolata riflessione del suo coordinatore cittadino Dario Rossino, che analizza la situazione offrendo una prospettiva critica sull'attuale amministrazione.
Il declino della leadership
L'esponente politico entra subito nel merito dell'esclusione del primo cittadino dal vertice di coalizione. "Le cronache descrivono molto più di una cena tra leader: raccontano il momento in cui i partiti di una coalizione scelgono di riappropriarsi del proprio ruolo, lasciando fuori dalla porta una leadership ombra ormai giunta al naturale capolinea", esordisce Rossino. Un'assenza che, secondo il coordinatore, rappresenta un segnale politico inequivocabile: "Quando chi dovrebbe rappresentare la guida della città scompare dai tavoli decisionali, non siamo di fronte a un incidente di percorso, ma alla certificazione di un ciclo esaurito".
Le liste civetta e il vuoto amministrativo
L'analisi di Azione si sposta poi sulle dinamiche e sulle strategie in vista delle future sfide elettorali. "Un declino che oggi cerca rifugio nel gioco delle liste civetta: sigle nate non per amore di Asti, ma come paraventi per chi, non potendo più ricandidarsi, insegue il sogno di una sopravvivenza politica senza più delega popolare", incalza Rossino. Questa strategia avrebbe generato una figura ormai sfumata, frutto di una gestione che, secondo il referente cittadino: "Ha barattato la visione con la conservazione. Il vuoto amministrativo che ne deriva è oggi sotto gli occhi di tutti". Moltiplicare i simboli per mantenere un'influenza indiretta, sottolinea ancora il coordinatore, è una tattica lontana dalla politica alta, poiché Asti necessita di programmi trasparenti e non di architetture costruite per proteggere singole poltrone.
Le proposte in cantiere dopo Pasqua
Guardando in prospettiva, il coordinatore di Azione Asti evidenzia come la necessità dei partiti di riunirsi autonomamente derivi dal bisogno di una nuova sostanza. "La vera sfida sarà capire chi possiede la competenza per dare basi solide a questo cambiamento", precisa Rossino. Il partito si prepara quindi a scendere in campo con una nuova veste programmatica. "Noi siamo qui, con la nostra identità e il nostro metodo. Se il futuro di Asti deve essere costruito sulla serietà, non potrà più passare per i giochi di specchi di chi appartiene già al passato", conclude il referente cittadino, annunciando i prossimi passi: "Dopo Pasqua Azione Asti presenterà alla cittadinanza una serie di proposte programmatiche dirette: un modo totalmente nuovo dove ci metteremo la faccia. Ripartiamo dai temi, dai bisogni reali e da una visione di città che rimetta al centro gli astigiani, non le poltrone".





