Cultura e tempo libero - 02 aprile 2026, 07:10

Passiùn e tradizione: la Settimana Santa accende la devozione nell’Astigiano

Dalla solennità religiosa alle tradizioni popolari come la Via Crucis, un viaggio attraverso le celebrazioni che scandiscono la Pasqua in provincia di Asti

La via Crucis di Antignano (Ph Fabrizio Audano)

La via Crucis di Antignano (Ph Fabrizio Audano)

La Settimana Santa rappresenta il cuore pulsante della fede cattolica: un periodo in cui celebrazioni liturgiche e tradizioni radicate trasformano ogni angolo della provincia di Asti in un palcoscenico di devozione e memoria. Oggi, 2 aprile, prendono il via le solennità del Giovedì Santo, e la città insieme ai paesi circostanti si appresta a vivere riti che affondano le radici nel passato. Tra questi spiccano eventi unici come la Passiùn di Castagnole Monferrato, dove la comunità si unisce in un'esperienza teatrale di profonda riflessione sul dolore e sulla redenzione.

Celebrazioni che non rappresentano solo un richiamo spirituale, ma anche un'occasione per rinsaldare il legame con le tradizioni locali, come dimostra l'immancabile ritorno dei Caritun a San Damiano, simbolo di solidarietà e comunità

Le celebrazioni religiose 

Giovedì 2 aprile, la giornata si apre con la celebrazione dell’Ora Terza alle 9:15. Mezz’ora dopo, alle 9:30, prenderà il via la Messa del Crisma, momento di grande coinvolgimento per la comunità diocesana con la partecipazione di tutti i sacerdoti, religiosi e diaconi. Durante questa celebrazione verranno benedetti gli olii per il battesimo, la cresima, l’ordine sacro e l’unzione degli infermi, e saranno raccolte le offerte destinate alla Terra Santa. Nel pomeriggio, alle 18, è in programma la Concelebrazione nella Cena del Signore, seguita dalla processione del Santissimo Sacramento e dall’Adorazione Eucaristica.

Venerdì 3 aprile, giornata di raccoglimento, prevede alle 8 la Liturgia delle ore con l’Ufficio delle Letture e le Lodi. La celebrazione centrale della Passione del Signore avrà luogo alle 18 in Cattedrale, articolandosi nella Liturgia della Parola, nell’Adorazione della Croce e nella Comunione Eucaristica.

In serata, spazio alla tradizionale Via Crucis cittadina con partenza alle 21 dalla cappellania San Giuseppe Marello di via Scotti. Il percorso si snoderà lungo via Sodano, via Masoero, via Torchio, via Valle, via Gancia e via Pio Domenico, fino a concludersi nel piazzale della parrocchia della Santissima Annunziata al Tanaro. In caso di pioggia, la processione si svolgerà all’interno della cappellania San Giuseppe Marello. Al termine della Via Crucis saranno nuovamente raccolte le offerte per la Terra Santa.

Sabato 4 aprile, la giornata inizia alle 8 con la Liturgia delle ore, l’Ufficio delle Letture e le Lodi. Nel pomeriggio, alle 15:30, il vescovo Marco sarà a disposizione per le confessioni. Il momento più atteso della giornata è la Veglia Pasquale, fissata per le 21:30 in Cattedrale. La liturgia si aprirà con la benedizione del fuoco e l’annuncio pasquale, per proseguire con la Liturgia della Parola, la Liturgia battesimale durante la quale sei adulti riceveranno i sacramenti dell’iniziazione cristiana, e infine la Liturgia Eucaristica.

Il culmine delle celebrazioni sarà raggiunto domenica 5 aprile, giorno di Pasqua di Risurrezione. Alle 10:30, il vescovo Marco Prastaro presiederà la Concelebrazione Eucaristica in Cattedrale per celebrare la gioia della Risurrezione insieme all’intera comunità diocesana.

A Castagnole Monferrato la Passiùn del Giovedì Santo: il Vangelo delle Cucitrici tra canto popolare e memoria laica

Giovedì Santo 2 aprile, alle 21, Castagnole Monferrato ospita la ventiquattresima edizione della “Passiùn di Gesü Crist”, rapsodia popolare che si snoda per il centro storico in una processione a stazioni. Nata dalla comunità su impulso di Luciano Nattino e Piercarlo Grimaldi, l’evento unisce canto piemontese di antica memoria e teatralità popolare, aperto a credenti e cercanti. Partecipano il vescovo Marco Prastaro e artisti ospiti.

L’edizione 2026, diretta da Patrizia Camatel, si intitola “Il Vangelo delle Cucitrici”: i testi di Nattino vengono ricomposti in una veglia dove un gruppo di donne cuce e racconta la Passione. Il cucito diventa gesto di cura e memoria, simbolo di una vicenda universale di tradimento e ingiustizia. Le donne, custodi di saperi, consegnano ai pellegrini l’opera delle loro mani.

La processione parte dalla piazza del Municipio. Il canto tradizionale è eseguito dai gruppi folk J’Arliquato e Pjitevarda, coinvolgendo attori e pubblico. Le azioni sceniche sono interpretate da Fabio Fassio, Elena Formantici, Jane Plumbini e dal laboratorio teatrale di Formantici, con la consulenza antropologica di Grimaldi.

Accanto al Cristo-albero, crocifisso di Hans Jurgen Vogel, debutta un nuovo drappo tessuto dalla comunità sotto la guida dell’artista Barbara Mugnai, simbolo di “tessuto connettivo” e atto di cura. I suoni delle tenebre sono affidati a strumenti artigianali come tarabacole e cantarane, che rievocano antichi rituali della Settimana Santa.

Partecipazione gratuita.

 Al termine, la Pro loco offre Ruché e torta di castagne. L’evento è promosso dal Comune con Casa degli Alfieri e vari enti. Info: 3287069085, www.casadeglialfieri.it.

Antignano, la Passione si rinnova: XXXV Via Crucis tra fede e comunità

Venerdì 3 aprile, alle 21.00, Antignano rinnova il suo appuntamento più identitario: la XXXV edizione della Sacra Rappresentazione della Passione di Cristo. Dopo la pausa forzata dalla pandemia, la manifestazione ha ritrovato slancio, riaccendendo l’entusiasmo di una comunità che custodisce questo evento come un patrimonio corale.

Si tratta di un grande teatro all’aperto che coinvolge circa 150 figuranti, tra donne, uomini e bambini. Un’opera complessa resa possibile dalla tenacia di chi crede nel progetto: Simona Gonella ha ricucito i fili organizzativi, mentre Franco Bosia si occupa di coordinare scene, musiche, artigiani e volontari. Le famiglie partecipano attivamente, con un passaggio di testimone generazionale che vede i giovani dell’oratorio, guidati da Lucia Buriasco, come speranza per il futuro.

Il racconto della Passione prende avvio dall’Orto degli Ulivi e si snoda tra il Sinedrio, Pilato, la salita al Calvario fino alla crocifissione e alla deposizione di Cristo. Il ruolo di Gesù è affidato a Paolo Martinetto, con la voce di Luca Chiusano. A guidare il pubblico nella narrazione saranno don Marco Andina, Anna Maria Rivella, Lorenzo Forno e Franco Bosia. I costumi sono curati dalla sarta storica Carmen Bosio.

La regia si richiama idealmente a Franco Orecchia, ideatore della manifestazione scomparso nel 2017, cui tutti i partecipanti dedicano l’impegno. Le musiche, le luci e gli effetti speciali sottolineano i momenti drammatici della vicenda.

I preparativi proseguono a tappe forzate in vista del Venerdì Santo. Fino a dopo Pasqua, una mostra fotografica delle edizioni passate sarà allestita nella chiesa parrocchiale di Santo Stefano. Info: www.viacrucis.it o Comune di Antignano (0141 205123).

A San Damiano l'antica tradizione dei Caritun (da fare)

Nelle giornate del Giovedì e Venerdì Santo, tornerà a San Damiano l’attesa tradizione della vendita dei Caritun, i piccoli pani della carità, presso la Chiesa di San Giuseppe, in piazza Libertà. Questo rito, profondamente radicato nella comunità locale, evoca valori di fede, solidarietà e memoria storica, continuando a coinvolgere cittadini e visitatori.

La tradizione del Caritun è da sempre legata alla figura del compianto professor Gigi Zappa, che ne fu promotore e sostenitore instancabile come segretario, rettore ed economo della Confraternita di San Giuseppe. Il Caritun, con la sua ricetta antica tramandata da generazioni, non è semplicemente un pane, ma un simbolo ricco di rimandi spirituali: il pepe rappresenta le erbe amare della Pasqua ebraica, lo zafferano, col suo giallo intenso, richiama la malta dei mattoni costruiti dagli Ebrei schiavi in Egitto, e il monogramma JHS ne sancisce il legame con il sacrificio eucaristico. Tuttavia, va sottolineato che il Caritun non è un pane azzimo, ma un pane lievitato che rappresenta la sintesi tra cultura e spiritualità.

La vendita dei Caritun non è solo un evento religioso, ma un autentico momento di comunità che tiene viva la memoria e alimenta la solidarietà. Come diceva il professor Zappa, "il Caritun è il simbolo di una tradizione che non si limita al passato, ma che continua a parlare di noi, della nostra cultura e della nostra identità".

Letture in mostra tra San Francesco d'Assisi e Jacopone da Todi

Nell’ambito dell’allestimento “Paolo Bernardi...63 anni dopo...”, venerdì 3 aprile alle 17 si svolgerà una visita animata dalle letture condotte dal Laboratorio Teatrale Fondazione Eugenio Guglielminetti, coordinato dalla docente Noemi Priarone (Area Didattica). I giovani lettori Elisa Saturno e Filippo Lazzarato commenteranno alcune opere esposte con la recitazione del “Cantico delle creature” e della Lauda “Donna de’ Paradiso”, accompagnando il pubblico nella riflessione sull’universalità del messaggio drammaturgico alla spiritualità contemporanea. Un’occasione per riscoprire, attraverso la voce dei giovani interpreti, la potenza poetica di San Francesco d’Assisi e di Jacopone da Todi, due figure centrali della tradizione religiosa e letteraria italiana.
 

Alessandro Franco

TI RICORDI COSA È SUCCESSO L’ANNO SCORSO AD APRILE?
Ascolta il podcast con le notizie da non dimenticare

Ascolta "Aprile 2025" su Spreaker.
SU