Il primo nome che mi era venuto in mente per il tour odierno era “Cammino dei salami”, evoluto in “Cammino dei salumi” a rappresentare la gamma di norcineria tipica dell’Astigiano e ad evitare nel contempo che qualcuno si risentisse facendo proprio il termine salame. Ad evitare incomprensioni tra amici o in famiglia a domande del tipo: “Dove siete stati in gita?”.
Itinerario con il dichiarato obiettivo di comporre un sontuoso e gustosissimo piatto da portata coperto di fette di salame crudo, da Ferrere e da Piea, di salame cotto, da Viale, di prosciutto cotto, da Baldichieri d’Asti, e di prosciutto crudo, da Cocconato.
Ma, andiamo per ordine, alfabetico, cominciando il giro da Baldichieri d’Asti, per scoprire prima di tutto il valore della sua parrocchiale, dedicata a San Secondo. Edificata tra il 1560 e il 1580. Di particolare interesse i giochi chiaroscurali della facciata e lo splendido panorama sulle colline circostanti che si gode dal sagrato. Borgo dove poi gustare un prosciutto cotto da urlo. Cotto dell’Azienda Agricola Ciabot, vero prodotto artigianale, dalla fetta compatta, asciutta e di un bel rosa, profumo e sapore emozionanti. Frutto della passione di Luca, allevatore di maiali neri allo stato semi brado, di un metodo produttivo che è evidenza di ricerca nella tradizione e di grandi attenzioni a qualità, sostenibilità e animali.
Seconda tappa, Cocconato, dove camminare senza fretta per il centro storico del paese e scoprire perché sia stato premiato dal Touring con la Bandiera Arancione ed eletto tra I Borghi più belli d’Italia. Poi perdetevi tra i profumi e i sapori del punto vendita di un grande artigiano del gusto, il Salumificio Ferrero. Spettacolari salami, salumi e quella meraviglia che è il Crudo di Cocconato. Prima di lasciare il posto, perdetevi anche nella magia dell'Astigiano che si gode dalle colline che lo circondano, arricchite dall'affascinante chiesa d'origine romanica della Madonna della Neve.
A seguire, Ferrere, terra di miele, celebrato con un concorso-fiera che ogni anno cresce per presenze e notorietà. Da Cocconato sono una trentina di chilometri verso sud, immersi tra boschi e natura quasi intoccata. Subito fuori paese, in località Cantoni, da non perdersi un antico castagno dal fusto che supera i 6,5 metri di circonferenza, inserito nell'elenco degli alberi monumentali del Piemonte. Qui il posto dei salumi è l’AgriSalumeria Luiset. Impossibile uscire dal loro punto vendita aziendale senza un bel Salame dal Cordino Rosso: miele come aiuto alla conservazione e sapore impreziosito grazie all’aggiunta di Nebbiolo. Caldamente suggerito anche un bel pezzo della loro spettacolare Galantina.
Quarta tappa, Piea, dove, fino al 3 maggio, vi aspettano le oltre 15.000 bulbose in fiore di “Il Narciso Incantato”, nel parco secolare del locale maniero. Salame crudo, veramente eccellente, presso l'Azienda Agricola di Germano Bruno, a Vallunga di Piea, oggi gestita dai figli del fondatore, Milena e Piero, che hanno ereditato il meglio dalle precedenti generazioniì per allevare come si deve i suini e per la produzione di salumi genuini e buoni, buoni, buoni.
Per finire, Viale. Nel girarlo, prima cosa, il suo castello, di origine medioevale, più volte distrutto e più volte ricostruito, già proprietà dei Conti Balbiano, passato, a metà Ottocento, ai Marchesi Caisotti di Chiusano che lo trasformano nell’odierno palazzo ottocentesco con parco su due livelli. Meta salumi, il mitico salumificio Conti, maestri del salame cotto, prodotto che nasce, come da tradizione, mescolando carne magra di maiale e il grasso della gola, insaccati in budello e fatti bollire per ben nove ore. Unico.





