Il tessuto economico giovanile piemontese si trova nel mezzo di un importante mutamento, inevitabilmente segnato dai ritmi dell'inverno demografico e dalle nuove sfide imposte dal mercato. Tra il 2015 e il 2025, il numero delle imprese guidate da under 35 nella nostra regione ha subito una netta flessione, perdendo la bellezza di 7.259 unità. Un fenomeno che non ha certamente risparmiato la provincia di Asti, dove si è registrata una contrazione del 19,4%, traducibile nella scomparsa di 423 realtà imprenditoriali giovanili nell'arco dell'ultimo decennio.
I numeri della flessione astigiana e regionale
Il report statistico elaborato da Unioncamere Piemonte fotografa una situazione complessa e ricca di sfumature. Nel 2015, l'Astigiano poteva contare su 2.175 imprese capitanate da giovani, scese a quota 1.752 alla fine del 2025. Sebbene il calo registrato nella nostra provincia sia più marcato rispetto alla media piemontese, che si attesta al -16,7%, il territorio ha retto decisamente meglio l'urto rispetto ad altre province limitrofe. Ad Alessandria e Vercelli, infatti, le perdite hanno sfiorato il 27%. A livello regionale, il bilancio complessivo è sceso da 43.487 a 36.228 aziende under 35, un arretramento causato in buona parte dal fisiologico invecchiamento dei titolari non adeguatamente compensato da un ricambio generazionale.

Il cambio di rotta verso i nuovi settori
Dietro i numeri si nasconde tuttavia un riposizionamento strategico particolarmente significativo. Le nuove generazioni stanno progressivamente abbandonando i mestieri e i comparti storici. A livello piemontese l'edilizia e il commercio hanno vissuto un drastico ridimensionamento, perdendo rispettivamente il 37,7% e il 28,5% delle proprie realtà giovanili. Al contrario, si registra un autentico balzo in avanti per le attività informatiche, i servizi finanziari e immobiliari, cresciuti del 16,5%, affiancati da un solido aumento dei servizi alle imprese che segna un +15,4%. Un'evoluzione che testimonia la chiara volontà dei giovani di puntare su competenze avanzate e sul digitale.

Di fronte a questi profondi mutamenti, il presidente di Unioncamere Piemonte, Gian Paolo Coscia, analizza il quadro con uno sguardo orientato al futuro: "Più che una semplice flessione, osserviamo un riposizionamento strategico delle nuove generazioni che abbandonano i comparti tradizionali per scommettere con decisione su innovazione tecnologica, ICT e servizi specialistici". La contrazione numerica deve quindi essere letta anche come una naturale reazione a un mercato sempre più selettivo. Come ricorda il presidente: "La sfida per le istituzioni consiste oggi nel sostenere il ricambio generazionale, trasformando la contrazione della base imprenditoriale in un’opportunità di modernizzazione".





