Cultura e tempo libero - 06 aprile 2026, 15:05

La Pasqua del Signore e la primavera dell’uomo: concerto di musica antica al Museo Diocesano di Asti

Domenica 12 aprile, il Gruppo La Ghironda e il Coro Laeti Cantores eseguiranno un programma ispirato al repertorio delle Laudi medievali e al Laudario di Cortona

La Pasqua del Signore e la primavera dell’uomo: concerto di musica antica al Museo Diocesano di Asti

Domenica 12 aprile alle 18, il Museo Diocesano di Asti (via Natta 36) ospiterà il concerto “La Pasqua del Signore e la primavera dell’uomo”, proposto dal Gruppo di musica antica La Ghironda e dal Coro Laeti Cantores. L’evento, a ingresso libero con offerta volontaria, si inserisce in un percorso che intreccia spiritualità, tradizione popolare e storia della musica, ripercorrendo il profondo legame tra la liturgia pasquale e il risveglio della natura nel Medioevo.

La Pasqua, rinascita dell’anima e della terra

Quando il freddo dell’inverno allentava la sua morsa, la comunità medievale viveva un risveglio che era allo stesso tempo fisico e spirituale. La primavera, in particolare, era dominata dalla Pasqua, che segnava la fine della Quaresima. Era considerata la festa cristiana più importante perché celebrava la Risurrezione di Gesù Cristo, la vittoria sulla morte e, per l’uomo medievale, garanzia della propria salvezza eterna.

La celebrazione dei riti pasquali è stata terreno fertilissimo per la creazione di un repertorio musicale e corale particolarmente ricco, quello delle Laudi, uno strumento che nutriva e alimentava la preghiera collettiva, diffuso da un vero e proprio movimento di frati-cantori itineranti, come auspicato da San Francesco, che aveva chiesto ad alcuni suoi fratelli di andare predicando e cantando le lodi di Dio come giullari del Signore.

Il Laudario di Cortona e il repertorio medievale

La più famosa raccolta è il “Laudario di Cortona”, che custodisce, con ogni probabilità, la più antica testimonianza non frammentaria di musica composta su testi in volgare italiano databile in vari periodi compresi tra XII e XIV secolo. Il concerto attingerà a questo prezioso patrimonio, offrendo un ascolto che restituisce la spiritualità e la vivacità della tradizione laudistica.

Aprile, mese cortese e dei lavori nei campi

La Pasqua era inoltre profondamente legata alla primavera, che segnava la rinascita della natura dopo l’inverno. I contadini riprendevano i lavori agricoli, seminavano e festeggiavano l’arrivo della bella stagione con celebrazioni legate alla fertilità della terra. Aprile, in particolare, era un mese importantissimo in agricoltura: la terra, scaldata dai primi raggi di sole, era considerata nelle condizioni ottimali per aiutare i semi a crescere, forti e vigorosi. Ma era anche considerato il “mese cortese”, simbolo di amore e corteggiamento, durante il quale la comunità celebrava il ritorno della primavera con banchetti allietati da musici, giullari e danze collettive.

L’appuntamento di domenica 12 aprile al Museo Diocesano offrirà quindi un viaggio nella sensibilità medievale, restituendo attraverso il canto e la musica antica la gioia della Pasqua e il risveglio primaverile, momenti in cui la dimensione spirituale e quella terrena si intrecciavano in un’unica, grande celebrazione collettiva.

Redazione

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