Solidarietà - 10 aprile 2026, 18:43

Giornata mondiale della sanità, bds e sanitari per Gaza rilanciano la campagna “Teva? No grazie”

La richiesta di boicottaggio della farmaceutica israeliana tra accuse, polemiche politiche e interrogazione in regione Piemonte

Da: bdsitalia.org

Da: bdsitalia.org

In occasione della Giornata mondiale della sanità, il BDS (Boycott, divestment and sanctions) e l’associazione Sanitari per Gaza hanno rilanciato la campagna “Teva? No grazie”, chiedendo l’interruzione degli acquisti di medicinali prodotti dalla multinazionale farmaceutica israeliana Teva Pharmaceutical Industries Ltd.

Secondo i promotori, la prosecuzione dei rapporti commerciali con l’azienda non sarebbe un atto neutrale, ma una forma di “complicità” con le politiche del governo israeliano nei territori palestinesi. Nel comunicato diffuso dalle realtà aderenti al BDS e da Sanitari per Gaza vengono richiamate cifre relative al personale sanitario ucciso nei contesti di conflitto e una serie di accuse rivolte alle autorità israeliane, che non trovano al momento riscontro in una verifica indipendente nel testo diffuso.

Si sostiene inoltre che l’accesso ai farmaci nei territori palestinesi sarebbe condizionato da dinamiche politiche e che le aziende farmaceutiche israeliane opererebbero in un contesto definito dagli attivisti come “sistema discriminatorio”, con particolare riferimento a Teva Pharmaceutical Industries Ltd, indicata come principale attore del settore.

La campagna rilancia quindi la richiesta di boicottaggio dei prodotti farmaceutici riconducibili all’azienda, inserendo la questione nel più ampio dibattito internazionale sul conflitto israelo-palestinese e sulle politiche commerciali in ambito sanitario.

Sul fronte politico locale, viene richiamata anche un’interrogazione presentata nei mesi scorsi in Regione Piemonte relativa agli appalti delle aziende sanitarie e ospedaliere con fornitori farmaceutici. Secondo quanto riportato, la giunta regionale non avrebbe ancora fornito risposta nei termini previsti, e il tema potrebbe tornare all’attenzione del Consiglio regionale nelle prossime sedute.

Redazione

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