Asti e il suo territorio tornano a fare i conti con un tema che resta centrale anche nel 2026: la sicurezza sul lavoro. I dati diffusi dall’Osservatorio Sicurezza e Ambiente Vega sul primo bimestre dell’anno mostrano un Piemonte in zona rossa per rischio di morte sul lavoro, mentre la provincia di Cuneo si colloca in zona bianca con zero vittime in occasione di lavoro.
Il quadro regionale, però, non è confortante: a fine febbraio l’incidenza piemontese risulta pari a 3,8 morti per milione di occupati, contro una media nazionale di 3,0. Le regioni in zona rossa, infatti, sono quelle che superano del 125% l’incidenza media italiana.
“A fine gennaio la regione risultava in zona gialla con 2 vittime in occasione di lavoro”, ha spiegato Mauro Rossato, presidente dell’Osservatorio Sicurezza e Ambiente Vega, commentando l’andamento dei dati aggiornati a febbraio. “Il peggioramento del dato complessivo conferma la necessità di mantenere alta l’attenzione sulla prevenzione, intervenendo in modo mirato nei contesti più esposti, perché la sicurezza sul lavoro non può essere considerata un tema emergenziale, ma un impegno strutturale e continuo”.
Il quadro piemontese
Nel dettaglio, il Piemonte si colloca in zona rossa per l’incidenza degli infortuni mortali sul lavoro. Le province di Vercelli, Alessandria e Torino risultano anch’esse in zona rossa, con valori pari rispettivamente a 14,3, 5,6 e 5,3. Tutte le altre province, compresa Cuneo, sono in zona bianca.
Sul piano regionale, a febbraio 2026 il settore manifatturiero guida la graduatoria delle denunce di infortunio in occasione di lavoro con 714 casi. Seguono sanità con 380 denunce, trasporto e magazzinaggio con 332 e commercio con 324. Il dato conferma che il rischio infortunistico resta diffuso e riguarda comparti molto diversi tra loro.
Per Asti e per l’intero Piemonte, il messaggio che arriva dai numeri è chiaro: il calo delle vittime in una singola provincia non basta a invertire una tendenza che richiede controlli, formazione e prevenzione costanti.





