Si riapre il confronto politico attorno all’ipotesi di un possibile coinvolgimento del sindaco e presidente della provincia di Asti, Maurizio Rasero, in un ruolo ai vertici della Banca di Asti.
La posizione emerge da una nota diffusa da “Uniti si può”, in cui si esprime forte contrarietà rispetto allo scenario di un eventuale cumulo di incarichi istituzionali e di vertice nel sistema economico locale. Secondo la lista civica, una simile ipotesi comporterebbe una concentrazione di ruoli tale da incidere sull’equilibrio tra politica e sistema creditizio del territorio.
Richiamata dai consiglieri Bosia e Briccarello anche la figura del presidente della Fondazione, Livio Negro, indicato come attore centrale nelle dinamiche che negli ultimi mesi hanno interessato il dibattito sulla governance della banca e sulle prospettive del suo assetto futuro. Le diverse posizioni emerse nel tempo vengono inserite in un contesto di confronto acceso sul ruolo e sulle strategie dell’istituto.
Secondo “Uniti si può”, il dibattito sulla banca si inserisce infatti in una fase caratterizzata da visioni contrapposte tra ipotesi di riorganizzazione o apertura a operazioni straordinarie e posizioni orientate alla difesa dell’attuale struttura. Una situazione che, viene sottolineato, ha contribuito ad alimentare tensioni e attenzione pubblica sul tema.
La nota richiama inoltre la necessità di una separazione netta tra funzioni politiche e gestione degli enti economici locali, al fine di evitare sovrapposizioni tra ruoli istituzionali e interessi legati alla governance del sistema bancario; definendo infine l’eventuale ingresso di Rasero in un ruolo di presidenza come un passaggio potenzialmente decisivo per gli equilibri del sistema astigiano.





