Cultura e tempo libero - 21 aprile 2026, 08:20

Un viaggio nella memoria per riscoprire le 21 Madri Costituenti che hanno cambiato l'Italia

Grande successo per l'incontro promosso dalla Fondazione Guglielminetti in occasione dell'ottantesimo anniversario del voto femminile

Si è chiuso con un incontro denso di significato e di grande partecipazione il ciclo di conversazioni "I segreti delle Arti 2026", promosso dalla Fondazione Eugenio Guglielminetti, presieduta da Marida Faussone, in collaborazione con Fondazione Asti Musei, Comune e Provincia di Asti.

L'ultimo appuntamento, svoltosi venerdì 17 aprile presso la sede della fondazione in corso Alfieri, è stato dedicato a una tematica di profondo valore civico e storico, in occasione dell'ottantesimo anniversario dell'esercizio del diritto di voto delle donne e della loro eleggibilità: "Il tributo di Toponomastica femminile alle 21 Madri della Costituzione Italiana che hanno scritto i principi fondamentali della parità di genere e dell'emancipazione femminile".

Dall'oblio alla luce: il ruolo delle 21 elette

A guidare il pubblico in questo viaggio di recupero della memoria è stata Giovanna Cristina Gado, già segretaria comunale generale e referente dell’associazione nazionale Toponomastica femminile. Attraverso un'intensa e argomentata esposizione, la relatrice ha ricostruito il delicato contesto storico, sociale e culturale dell'Italia post-bellica, delineando con precisione i profili giuridici e legislativi di quella stagione cruciale per il nostro Paese.

Il cuore dell'intervento è stato dedicato a far emergere dal cono d'ombra in cui troppo spesso la storiografia le ha relegate, la figura e l'impegno delle ventuno donne che, elette all’Assemblea Costituente il 2 giugno 1946, varcarono per la prima volta nella storia italiana le porte di Montecitorio in veste di deputate. Pur rappresentando una minoranza esigua dal punto di vista prettamente numerico (appena il 3,7% di un collegio composto da 556 membri), il loro apporto si rivelò illuminato, coraggioso e soprattutto decisivo per l’elaborazione e la stesura della Costituzione repubblicana. Furono loro, ha ricordato la relatrice, a imprimere nella carta costituzionale i principi fondamentali della parità di genere e dell’emancipazione, tracciando un solco che ha cambiato per sempre la storia italiana e quella dei diritti civili.

Un pubblico attento e trasversale

L'incontro ha registrato una partecipazione calorosa e attenta da parte di un pubblico molto variegato. Tra i presenti figuravano docenti di istituti superiori e docenti universitari, numerosi studenti, intellettuali, dipendenti delle pubbliche amministrazioni, professionisti e rappresentanti delle principali associazioni femminili e dei club di servizio locali.

La platea ha espresso forte apprezzamento per l’ampia e articolata trattazione offerta, che ha restituito il doveroso tributo di conoscenza e riconoscenza alle Madri Costituenti. Attraverso le loro biografie, le dolorose esperienze di vita, gli interventi fieri in assemblea e il determinante contributo offerto al testo costituzionale, è emerso con chiarezza il valore "rivoluzionario" della parità di genere, un principio che oggi costituisce uno dei pilastri degli Obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite.

Superare lo stereotipo dei "Padri Costituenti"

Il lavoro di recupero della memoria storica portato avanti dall’associazione nazionale Toponomastica femminile, fondata e presieduta dalla professoressa Maria Pia Ercolini, si snoda attraverso molteplici progetti culturali e didattico-formativi. L'obiettivo, come emerso durante la serata, è quello di trasmettere alle nuove generazioni un esempio tangibile, mostrando alle cittadine e ai cittadini il ruolo cruciale che le donne hanno avuto nell’evoluzione della nostra società e offrendo una pluralità di prospettive capace di superare i rigidi stereotipi spesso imposti nel vissuto quotidiano.

“Le ventuno Madri Costituenti, pioniere indiscusse dei diritti delle donne, sono ancora oggi troppo poco conosciute, se non del tutto dimenticate”, ha affermato con forza Giovanna Cristina Gado a margine della conferenza. "Il loro prezioso contributo è rimasto ingiustamente oscurato dalla persistente ed esclusiva citazione dei cosiddetti Padri Costituenti, un'espressione che non vorremmo più sentire".

Riscoprire e valorizzare l’impegno, il talento e la pesante eredità lasciata da queste ventuno figure straordinarie significa, in ultima analisi, trasmetterne i valori e l’attivismo ai più giovani, per salvaguardare i fondamentali principi di democrazia e per scrivere finalmente un'altra storia, non più declinata esclusivamente al maschile, ma autenticamente identitaria e paritaria.

Redazione

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