Cultura e tempo libero - 25 aprile 2026, 14:19

"Tra sogno e realtà": la pittura di Enrica Maravalle tra sospensione e mondi possibili [Intervista]

Alla galleria Il Palloncino Rosso di Nizza Monferrato, una mostra su identità, tempo e libertà attraverso colore, resina e figure simboliche

Enrica Maravalle al Palloncino Rosso di Nizza Monferrato

Enrica Maravalle al Palloncino Rosso di Nizza Monferrato

“Siamo in un mondo tanto singolare, che il vivere non è che sognare, e l’esperienza m’insegna che l’uomo vivendo sogna ciò che è fino al risveglio”.

Così parla Sigismondo alla fine del secondo atto de “La vita è sogno” di Calderón de la Barca. Una frase che torna alla mente analizzando la mostra di Enrica Maravalle, “Tra sogno e realtà”, ospitata al Palloncino Rosso di Nizza Monferrato. Un pensiero che lega il vivere umano alla sua stessa esperienza e colloca la pittura in quella zona ambigua in cui il sogno non nega il reale, ma lo interpreta, diventando uno strumento distante dalla semplice riproduzione d’un oggetto.

E allora, come ha raccontato l’artista, “la pittura è tra il sogno e la realtà, però è il sogno che aiuta a vedere la realtà”, portando lo spettatore ad interrogarsi sul significato dell’opera che ha davanti e, alla fine, su se stesso.

Sognare e muoversi mentre il tempo passa

A fare da perno è il colore. Da lì parte tutto: dal bianco al caos ordinato delle pennellate che si sovrappongono e rendono l’oggetto statico in movimento, come se un manichino potesse d’improvviso scappare via.

È il caso de “Le temps qui passe”, una figura femminile senza braccia, uno dei nuclei più forti della mostra. Da un lato, denuncia una visione della donna ridotta a oggetto, “manichino” da esibire. Dall’altro, ribalta questa condizione in un racconto di resistenza.

“Il significato che do io è questo - spiega Maravalle -: certi uomini tengono le donne come un bel oggetto da mostrare, senza braccia ma belle e devono fare bella figura: un bel manichino. Ma la donna, pur essendo in condizioni difficilissime, anche terribili, riesce comunque a trovare dentro di sé una forza, un carattere, un coraggio per fare tantissime cose. Qui, lei ha anche gli occhi chiusi, come non avesse la mente, il cuore, ma fosse soltanto un bel soprammobile, ma lei comunque pensa, perché le donne pensano, hanno la mente e tutto un mondo meraviglioso”.

(“Le temps qui passe”, 2020)

Un universo in cerca di libertà, rappresentata da un cavallo. Il tutto inesorabilmente immerso nel tempo, statico solo in quell’attimo già passato: “Dobbiamo renderci conto che il tempo è importantissimo e qualunque momento noi viviamo, come questo momento, è irripetibile, non ci sarà più”.

Il sogno come rovesciamento della realtà

Questa tensione continua in opere come “Il sogno di un pesce rosso”, dove la condizione di costrizione è più esplicita, immediata: “Tu lo sapevi che i pesci rossi sognano? - chiede - “Ho immaginato il pesce rosso che vaga felice nel mare, nell’oceano, e che cosa sogna? Sogna di vedere degli umani nelle vasche di vetro, con i loro problemi, che sgomitano di qua e di là per tutte le questioni che hanno e non riescono a uscirne, e quindi lui è felice perché fa questo sogno meraviglioso e si chiede: perché devo essere sempre io chiuso in una boccia di vetro?”

Una realtà capovolta, dove i contenitori sono le contraddizioni umane, che tengono le persone imprigionate, e il sogno diventa uno strumento contro l’alienazione, invitando a vedere la realtà da lontano, senza evitarla.

Manichini, maschere e identità

Un altro elemento che contraddistingue la mostra è quello dell’identità, un aspetto della vita di tutti, che indaghiamo costantemente, spesso senza risposte definitive. Così, anche nella pittura, la maschera diventa un leitmotiv, qualcosa che torna sempre e che interroga sempre su chi siamo e su chi vogliamo essere.

“La maschera mi dà sempre l’impressione di qualcuno che si nasconde dietro verità che non si vogliono vedere, ma di verità che poi, una volta nascosti, si possono capire di noi stessi, e quando uno si nasconde dagli altri magari può anche ragionare e capire chi è, chi non è, che cosa vuole nella vita, cosa vuole fare - racconta - La maschera è anche un po’ triste: ad esempio il Carnevale è una cosa molto gioiosa, ma a volte è anche un po’ triste, perché fa riflettere, fa pensare a tante cose, anche questa gioia improvvisa; invece, secondo me c’è anche altro dietro la maschera e il volto che noi presentiamo agli altri non è mai lo stesso”.

Per Enrica Maravalle, la maschera rivela e allo stesso tempo distorce. Ma come quando sogniamo, ci accorgiamo che l’identità non è mai unica, ma molteplice, frammentata, costruita nello sguardo degli altri.

La resina come nuova profondità del colore

Questa esposizione porta alla luce una nuova ricerca artistica attraverso l’uso della resina. Una tecnica particolare, che cambia la percezione del colore, lo rende più saturo e insieme gli dà movimento, liquidità, modificando lo spazio dei soggetti rappresentati.

“Ho voluto provare a ricoprire i miei quadri a olio su tela con la resina. La resina dà una sensazione di profondità, di colori che sono più liquidi e quindi è una forma molto particolare di rappresentare queste opere”.

Una sperimentazione che entra in dialogo con il linguaggio contemporaneo costruito con altri artisti che hanno colto la potenzialità di questo materiale.

L’arte come spazio di respiro

Resta però un’idea forte, che attraversa tutta la mostra, tra oggetti che prendono vita e colori che quasi esplodono, rendendo la staticità delle figure un vero e proprio motore: l’arte come pausa, come possibilità di distacco da una realtà percepita come opprimente. Non fuga, ma sospensione.

E così, rifiutando la ripetizione, la natura morta diventa “viva”, il fantastico reale. E, finendo come abbiamo iniziato, ci chiediamo anche noi: “Cos’è la vita? una illusione, un’ombra, una finzione, ed il più grande bene è piccolo; per cui tutta la vita è un sogno, e sogni sono le opere dell’uomo”.

("Verso il sole", 2023)

Orari e contatti

La mostra sarà aperta fino al 10 maggio, con i seguenti orari:

  • lunedì 16 - 19
  • dal martedì al sabato 9 - 13; 15 - 19
  • domenica 10 - 12; 15 - 19

 Tel. 3204471400 -  https://ilpalloncinorosso.com/galleria/

Francesco Rosso

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