Oggi pomeriggio alle 16.30 l'assemblea degli azionisti della Banca di Asti si riunisce per ratificare una decisione che segna un vero e proprio punto di svolta per la principale realtà finanziaria del territorio. La Fondazione Cassa di Risparmio di Asti, guidata da Livio Negro, ha infatti ufficializzato una lista per il consiglio di amministrazione caratterizzata da una netta discontinuità con il passato, sancendo l'uscita di nomi storici dal board e l'ingresso di figure di diversa estrazione.
Al vertice dell'istituto arriva Maurizio Rasero, attuale sindaco di Asti. Una nomina che non giunge inaspettata: le voci si rincorrevano da settimane e, in occasione delle celebrazioni in piazza San Secondo, Rasero ha ufficializzato le proprie dimissioni dalla carica di presidente della Provincia.
Un manager Unicredit alla guida operativa
A fianco di Rasero, nel ruolo operativo di amministratore delegato, la Fondazione ha designato Roberto Fiorini, manager di alto profilo proveniente dal gruppo Unicredit, dove ha maturato oltre venticinque anni di esperienza a livello nazionale e internazionale. Fiorini prenderà il testimone dal moncalvese Carlo Demartini, chiudendo così una lunga era per la direzione dell'istituto di credito.
Il rinnovamento del board, in cui spicca solo la conferma di Silvia Mirate in rappresentanza dei piccoli azionisti, ha coinvolto diverse figure professionali e politiche. Tra i nuovi consiglieri figurano Maria Teresa Giovanna Armosino, Maria Paola Giuseppina Adele Clara, Gian Luigi Gola, Fernando Lombardi, Marco Remondino, Pia Federica Bosca e Roberto Vercelli, quest'ultimo al centro di recenti frizioni all'interno del Partito Democratico per la sua autocandidatura.
Il dibattito politico: dal cumulo di cariche alle dimissioni in Provincia
L'indicazione di Rasero non ha mancato di sollevare un acceso dibattito politico in città, concentrato sull'opportunità di affidare cariche così rilevanti a un'unica figura. Nonostante le dimissioni dalla presidenza della Provincia, la scelta di mantenere il ruolo di sindaco ha continuato ad alimentare le critiche dell'opposizione.
Già nei giorni scorsi, dalle colonne del nostro giornale, la lista civica "Uniti si può" aveva espresso forte contrarietà rispetto allo scenario di un eventuale cumulo di incarichi, sottolineando il rischio di “incidere sull'equilibrio tra politica e sistema creditizio del territorio”. Nelle ultime ore, poi, si è aggiunto il commento durissimo del consigliere comunale di Ambiente Asti, Mario Malandrone, che ha definito la scelta un “tradimento del mandato”. “Le dimissioni di Rasero dalla presidenza della Provincia non possono essere liquidate come un fatto ordinario – ha dichiarato Malandrone – il tema non è semplicemente personale o di percorso individuale, ma riguarda il rapporto tra istituzioni pubbliche e sistema bancario del territorio”.
La reazione istituzionale più dura, infine, si è registrata in consiglio provinciale, dove i consiglieri del Partito Democratico Andrea Gamba e Alessandro Negro hanno ufficialmente restituito le proprie deleghe ancor prima delle dimissioni formali di Rasero dall'ente. “Il nuovo ruolo di Maurizio Rasero mina le corrette relazioni istituzionali nel consiglio provinciale – hanno fatto sapere i due esponenti – non è ammissibile un tale cumulo di cariche ed è difficile che il presidente possa onorarle tutte con la dovuta dedizione”.
Equilibrio tra competenze e territorio
A difendere le scelte del rinnovo è stato il presidente della Fondazione, Livio Negro, sottolineando il lavoro svolto con il supporto di consulenti specializzati per individuare i nuovi profili. “Abbiamo privilegiato competenze bancarie, sensibilità istituzionale, capacità di governo e visione strategica – ha precisato Negro – con particolare attenzione alla rappresentatività e alle esigenze del territorio”.
Per la Fondazione, la squadra proposta garantisce il giusto equilibrio per il futuro della banca: da una parte le competenze tecniche espresse dall'amministratore delegato Fiorini, dall'altra la conoscenza profonda del contesto locale portata dal presidente Rasero. In serata, le ripercussioni di questo terremoto politico e finanziario si sposteranno nel consiglio comunale di Asti, dove il tema diventerà inevitabilmente terreno di scontro tra maggioranza e opposizioni.





