Il primo maggio ad Asti ha registrato una buona partecipazione cittadina, ponendo l'accento sulla necessità di salvaguardare la dignità professionale di fronte alle profonde trasformazioni sociali ed economiche. I dati sulle presenze confermano l'interesse per i temi sindacali: le stime degli organizzatori parlano infatti di circa mille manifestanti, mentre la questura ha valutato l'affluenza in 650 unità.
Dopo il ritrovo al circolo Way-Assauto e il percorso nelle vie cittadine, accompagnato in musica dalla banda Giuseppe Cotti, il corteo è giunto in piazza Statuto dove si sono succeduti gli interventi dei vari relatori.
A coordinare gli interventi dal palco è stato Silvano Uppo, in rappresentanza della Uil Asti, che ha introdotto i saluti istituzionali. È quindi intervenuto Maurizio Rasero, che ha partecipato esclusivamente in veste di sindaco di Asti, essendosi dimesso dalla carica di presidente della Provincia dopo la recente nomina al vertice della Banca di Asti. L'ente provinciale è stato invece rappresentato da Davide Migliasso, consigliere e sindaco di San Damiano. Presenti sul palco, a riprova della vicinanza delle istituzioni, anche la vicesindaca Stefania Morra e l'assessore alla Cultura Paride Candelaresi.
Il discorso di Rasero si è concentrato su uno dei temi più dolorosi del panorama nazionale. Riferendosi alle numerose tragedie nelle aziende, il primo cittadino le ha definite "una piaga da contrastare" con fermezza, invitando l'intera comunità a una maggiore responsabilità collettiva.
Le battute finali, a nome di Cgil (presenti il segretario provinciale Giuseppe Morabito e la segretaria generale FP Arianna Franco), Cisl (rappresentata dal segretario generale Marco Ciani e dal segretario generale aggiunto Stefano Calella) e Uil, sono state affidate a Sauro Rossi, segretario nazionale della Cisl. Il leader sindacale ha rivolto un sincero ringraziamento al sindaco per la ferma presa di posizione sulle morti sul lavoro, lanciando poi un monito sulla complessità del contesto attuale. "Questa festa del primo maggio ci richiama proprio alla necessità di esprimere un segnale in direzione di unire le forze, perché le tensioni internazionali stanno producendo delle pressioni importanti sulla tenuta di tutti i nostri settori produttivi", ha esordito.

Rossi ha ampliato la riflessione sottolineando l'urgenza di tutelare le fasce più deboli e i redditi: "Dobbiamo agganciare delle relazioni importanti di come rendere un fisco più equo, un maggiore equilibrio da dare al nostro sistema previdenziale, e ragionare di quali sono i prioritari interventi per investire nelle infrastrutture", ha proseguito, chiarendo come occorra sconfiggere ogni forma di precarietà.
Un focus particolare è stato dedicato alla transizione digitale e all'impatto delle nuove tecnologie sull'occupazione: "L'intelligenza artificiale deve essere un fattore regolato e dove attraverso esercizi approfonditi di contrattazione e di partecipazione si possa renderlo strumento governato e messo a disposizione di persone e imprese", ha avvertito il segretario nazionale, rifiutando l'idea che l'algoritmo possa trasformarsi in una forma contemporanea di sfruttamento. Senza trascurare di rivolgere un forte richiamo alla pace globale: "La violenza dell'uomo sull'uomo non è strumento giustificato mai, mai, mai da alcuna causa".
L'evento ha registrato inoltre l'importante intervento di Carmela Pagnotta, rappresentante della Rsu Konecta Asti, che ha portato al pubblico le istanze quotidiane dei lavoratori del territorio. La manifestazione si è chiusa ufficialmente con l'intrattenimento musicale curato da Federico De Martino.
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Il pensiero di Malandrone rivolto agli operatori dei call center
A margine delle manifestazioni per la Festa dei Lavoratori, riceviamo e pubblichiamo le considerazioni inviate dal consigliere comunale Mario Malandrone (Ambiente Asti)
In questo primo maggio un pensiero va ai lavoratori di Konecta , che seppur abbiano mantenuto la sede ad Asti hanno avuto un ridimensionamento notevole. E ai lavoratori di Mediacom e Tecnocall in cassa di solidarietà per cui ancora 62 posti di lavoro sono a rischio. Su questo call center richiamiamo le responsabilità di Iren, abbiamo depositato un Odg in Comune che chiede al Comune di farsi parte della rivendicazione. Un settore quello dei call center che sta vivendo una crisi e si cui occorre mantenere i livelli occupazionali.
Mario Malandrone














