Avete mai letto qualcosa di Emil Cioran? Ho appena finito Il crepuscolo dei pensieri, sua raccolta di aforismi metaforici, scritta nel 1940 e, a fine 2024, pubblicata in Italia da Adelphi. Lettura non proprio definibile semplice e scorrevole, ma carica di invidiabile capacità di introspezione, esprimendo pensieri, alla faccia del titolo del libro, che non trovano pace, lasciando dietro di sé una traccia bruciante nelle parole.
Emil M.Cioran, M. come Mihai o Michel, vezzo dello scrittore, il cui nome vero era semplicemente Emil Cioran, utilizzato nel firmare in onore dello scrittore britannico E.M Foster, è sicuramente uno dei pensatori più enigmatici e ammalianti del Novecento. Romeno di nascita, nel 1911, visse in Francia dalla seconda guerra mondiale in avanti. Uno difficile da inquadrare, e per questo può solo piacere, maestro di lucidi virtuosismi, tra nichilismo e religione, contagiato da sempre di aporia, l'impossibilità di dare una risposta precisa a un problema, da paradosso, ossimoro e iperbole, nonché dalla contraddizione, ovvero l’arte di considerare una proposizione logica identica al proprio opposto. Il suo pensare e scrivere è festa della provocazione, definita da lui stesso forma di letteratura terapeutica, volta a sfogare un po’ di pessimismo esistenziale.
Per Cioran, l’individuo deve sperimentare la propria esclusiva solitudine. Solo staccandosi da tutto si può capire cosa manchi e cosa sia davvero essenziale. Un cammino che oggi, abituati ad avere facilmente ogni cosa, diventa sempre più complicato intraprendere. Ecco perché suggerisco di tuffarsi nella lettura di qualcosa di suo. Lettura e rilettura, per essere quasi certi di aver colto, se non proprio tutto, buona parte del suo indicare la via per distinguere ciò che conta rispetto a ciò che è superfluo, facendo i conti innanzitutto con noi stessi di fronte ad ogni intolleranza, sempre a braccetto dello scetticismo che è fil rouge di Emil nel suo ragionare sul paradosso dell’esistenza. Invito, comunque, a ritrovare il "fuoco" del pensiero che non si adagia, ma si consuma senza sosta, senza paura di guardare in faccia l'abisso, come una scossa elettrica che travolge ogni certezza e ogni stabilità per lottare meglio con l'assurdo e con la vacuità dell'esistenza.
Alti pensieri che non cercano la tranquillità, ma la scossa e il fuoco. Quanto manchino scossa e fuoco nel nostro vivere è evidente, poter cominciare a ricercarli nella lettura di Il crepuscolo dei pensieri, credo sia una bella opportunità. Ritrovato il fuoco metti mai torni anche la voglia di cambiare e di far cambiare le cose.





