Cosa ne è stato del tesoro sequestrato a Benito Mussolini e ai gerarchi fascisti durante la fuga verso la Svizzera? Il mistero dell’Oro di Dongo, una delle pagine più oscure e affascinanti della fine della Seconda Guerra Mondiale in Italia, sarà al centro del prossimo incontro culturale organizzato dall’Associazione Culturale “La Stele di Nettuno” di Roatto, con il patrocinio del Comune di Roatto, nell’ambito del ciclo “i venerdì della Stele”.
Venerdì 8 maggio , alle 21, il ricercatore e relatore Piero Quattrocchi – già docente presso l’UniTre di Torino – guiderà il pubblico in un viaggio a ritroso nel tempo fino all’aprile del 1945. Attraverso documenti, testimonianze e ricostruzioni storiche, Quattrocchi analizzerà le vicende legate al sequestro del tesoro operato dai partigiani e la sua successiva, enigmatica scomparsa. Valigie cariche di rottami d’oro, gioielli, valuta straniera e documenti riservatissimi: un patrimonio immenso che, secondo le cronache dell’epoca, svanì nel nulla tra le sponde del Lago di Como e i palazzi della politica post-bellica, alimentando decenni di indagini, processi e speculazioni.
Piero Quattrocchi spiegherà particolari noti e meno noti con l’aiuto di materiale fotografico di repertorio. Ampio spazio verrà dato alle domande del pubblico. L’incontro, a ingresso libero, si terrà nella biblioteca di Roatto in Piazza Piemonte. Un’occasione per approfondire una delle vicende più enigmatiche del dopoguerra italiano.





