“Ora ti dirò una cosa scontata: guarda che il mondo non è tutto rose e fiori, è davvero un postaccio misero e sporco e per quanto forte tu possa essere, se glielo permetti, ti mette in ginocchio e ti lascia senza niente per sempre. Né io, né tu, nessuno può colpire duro come fa la vita. Perciò, andando avanti, non è importante come colpisci, l'importante è come sai resistere ai colpi, come incassi, e se finisci al tappeto hai la forza di rialzarti... ”. Era il 2006 quando dal film Rocky Balboa, sesta pellicola della saga di Rocky, ideata da Stallone, l’ormai vecchio pugile rivolgeva al figlio parole sul come provare a resistere alle difficoltà della vita.
Difficoltà che di questi tempi sembrano crescere di giorno in giorno, tra contingenze economiche fondate sulla crescente disparità sociale, un mondo più pazzo del solito e la continua pressione informativa su quante nubi grigie, dalle più disparate origini, si addensino sopra di noi, pronte a colpire duro. La realtà è però che tutti, o quasi, abbiamo imparato ad incassare e a trovare la forza di rialzarci. Non so, in tutta onestà se sia un bene o no, convinto che la vita sia un regalo prezioso e che il mondo potrebbe e dovrebbe essere tutto rose e fiori.
In attesa cambi qualcosa, è sempre successo nella storia umana non vedo perché questa volta dovrebbe essere diversa, suggerisco di trovare rose e fiori ad un passo da casa. Rose meravigliosamente in fiore che a maggio colorano e profumano l’Astigiano. Rose da scoprire, domani, domenica 10 maggio, in due loro esposizioni d’eccellenza, a Castell’Alfero e a Cerreto d’Asti.
Nel pomeriggio, ci aspetta l’imperdibile Festa delle Rose, poco fuori l’antico borgo di Castell’Alfero. Festa del grandioso roseto storico, frutto dell’appassionato lavoro di Piero Amerio, professore emerito di psicologia sociale all’Università di Torino, a lungo direttore del Dipartimento di Psicologia e Presidente della Società Italiana di Psicologia di comunità, che nel 1980 iniziava a costruire un sogno non lontano dal castello dei conti Amico. Il suo è oggi uno spettacolare roseto di grande interesse botanico ed enorme fascino estetico, veramente unico. Tanta bellezza per creare sorpresa. La Sorpresa è il nome che ha dato alla sua villa di campagna, d’origine ottocentesca. È un giardino di un ettaro e mezzo, carico di rispetto per l’habitat locale. E' il Roseto della Sorpresa, collezione creata da Piero, in anni e anni di ricerca e di lavoro. Prima ordinando alcune rose antiche che in Italia non si trovavano, e poi divenendo via via più raffinato, più esigente, andando a cercare rose nei loro luoghi di origine, studiando sul piano scientifico la storia di ognuna, approdando a quella forma di encomiabile collezionismo seriale, che lo porta a parlare di certe rose come di una o di un’altra donna, perché ti narra di quella che ha poche spine, di quella che è piccola e dolce, e di una terza che è opulenta e sensuale, per le corolle aperte dai cento petali e il profumo che stordisce.
Un gioiello da visitare domani, augurandoci il meteo sia più clemente delle previsioni, e visitabile anche nel pomeriggio di domenica prossima, 17 maggio, in occasione della passeggiata alla scoperta del Roseto, con partenza da piazza Castello, e della conferenza di Elena Maggiora, progettista astigiana di giardini, “La Rosa, storia della signora dei giardini”.
Festa delle Rose anche a Cerreto d'Asti, anche lei domani, ma con il clou in mattinata, tanto da poter godere di ambedue i profumati eventi senza problema alcuno. Occasione per affascinarci tra rose e fiori di un altro bellissimo borgo dell’Astigiano, conosciuto come il Paese delle Rose. Qui ogni portone di via Inserra, la strada lungo cui si sviluppa il paese, è impreziosito da una rosa diversa per specie e colore, rendendo il tutto veramente unico. L'idea nacque a Mirco Mosso, sindaco dall’aprile 2000 al 29 luglio 2001, giorno della sua prematura scomparsa. Da allora i cittadini e le successive amministrazioni comunali hanno scelto di portare avanti questa bellissima tradizione. Il programma della Festa parte alle 10 con l’inaugurazione della mostra di Leonardo Mosso e, subito dopo, con una passeggia fino alla Panchina Gigante, chiamata non a caso, “La Rosina”. Nel cortile del palazzo comunale, incontri dedicati alla cura delle rose, con approfondimenti sulle tecniche di potatura, e, un po’ in tutto il centro del paese, pittori, vivaisti e stand tematici, oltre a diversi punti ristoro: arte, cultura, natura, tradizione e pappa, che non fa mai male, al corpo e al morale.
Una giornata tra rose e fiori, non cambierà subito il mondo, ma potrebbe aiutare a resistere ai colpi della vita, un po’ più consapevoli che ad ogni fioritura corrisponde il suo opposto, così per le rose, così per tutti, nella certezza di tornare a fiorire il prossimo maggio.





