Sanità - 11 maggio 2026, 11:21

Numeri da record e cure all'avanguardia: la ricetta della Cardiologia astigiana per salvare vite

Dalla telemedicina alla cardiologia di genere, tutte le nuove frontiere sono state illustrate durante un incontro presso il Polo universitario

Nella foto foto, al centro, il prof. Marco Scaglione, direttore della Struttura complessa di Cardiologia all’Asl di Asti, con la presidente della Fondazione Astigiana per la Salute del Territorio, Luisa Amalberto, il consigliere della Fondazione Vincenzo Sorisio, il cardiologo Domenico Caponi, insieme a loro Ezio Mosso, direttore della Fondazione Ezio Mosso con due rappresentanti del gruppo volontari

Nella foto foto, al centro, il prof. Marco Scaglione, direttore della Struttura complessa di Cardiologia all’Asl di Asti, con la presidente della Fondazione Astigiana per la Salute del Territorio, Luisa Amalberto, il consigliere della Fondazione Vincenzo Sorisio, il cardiologo Domenico Caponi, insieme a loro Ezio Mosso, direttore della Fondazione Ezio Mosso con due rappresentanti del gruppo volontari

La struttura di Cardiologia dell'Azienda sanitaria locale di Asti si conferma un'eccellenza non solo a livello regionale, ma anche nel panorama nazionale e internazionale. Sotto la guida del primario Marco Scaglione, un'équipe di sessanta operatori ha erogato nell'ultimo anno oltre trentunomila prestazioni, tra cui ecocardiogrammi, visite specialistiche e prove da sforzo, garantendo un tempo di attesa per la prima visita di soli quattordici giorni. Un risultato, come precisato dalla direzione, ottenuto senza ricorrere a fondi regionali aggiuntivi.

Il blocco interventistico, l'unico in Piemonte a disporre di tre sale operatorie, ha registrato numeri significativi nel corso del 2025. Nel campo dell'elettrofisiologia sono state eseguite 955 procedure, attirando ben il 60% dei pazienti da altre province o regioni e consolidando il ruolo della struttura come centro di formazione internazionale per la cura delle aritmie. Anche l'attività di emodinamica è in costante crescita, con oltre milletrecento coronarografie effettuate. Per abbattere ulteriormente le liste d'attesa, una delle sale operative rimane in funzione ininterrottamente dalle 8 alle 18.

Un dato cruciale riguarda la gestione delle emergenze. Il servizio, attivo ventiquattr'ore su ventiquattro, ha portato a termine 358 procedure in urgenza, attivando istantaneamente la complessa macchina organizzativa in caso di infarto. "L’Agenzia nazionale per i servizi sanitari ha documentato che siamo primi in Piemonte per velocità di intervento dall’arrivo in Pronto Soccorso alla sala operatoria e abbiamo il minor indice di mortalità per infarto a un mese", ha sottolineato Scaglione.

L'innovazione medica passa anche dalla cardiologia strutturale avanzata, con oltre cento pazienti trattati mediante tecniche mini-invasive per l'impianto di valvole cardiache senza chirurgia a cuore aperto, e dalla telemedicina, che entro fine anno permetterà di monitorare a distanza milleseicento portatori di pacemaker.

Nonostante questi traguardi tecnologici, le malattie cardiovascolari restano la principale causa di morte globale. Risulta quindi vitale saperne riconoscere i sintomi, in particolare per quanto riguarda la cardiologia di genere. Nelle donne, infatti, i segnali di un infarto possono presentarsi in modo atipico rispetto agli uomini, manifestandosi con stanchezza intensa, sudorazione fredda o dolori a schiena e stomaco, disturbi che talvolta vengono pericolosamente scambiati per sintomi influenzali.

Questi delicati temi clinici sono stati il fulcro dell'evento organizzato sabato 9 maggio al Polo universitario Astiss, promosso in sinergia dall'Utea e dalla Fondazione astigiana per la salute del territorio. L'incontro ha offerto al pubblico un viaggio virtuale nel funzionamento del muscolo cardiaco, paragonato a un motore dotato di componenti meccaniche, elettriche e idrauliche.

La seconda parte della conferenza si è concentrata sull'importanza della prevenzione quotidiana. Domenico Caponi, responsabile del servizio di Elettrofisiologia, ha evidenziato il forte divario tra la biologia umana e le abitudini contemporanee. Fattori come la sedentarietà, lo stress cronico, la carenza di sonno e un'alimentazione basata su zuccheri raffinati sono i veri responsabili del progressivo accumulo di fattori di rischio. "Non siamo condannati dal Dna", ha ricordato Caponi, spiegando come l'interazione tra ambiente e stile di vita determini circa il 70% del rischio cardiovascolare. Da qui l'esortazione a considerare l'attività fisica come un vero e proprio farmaco salvavita da assumere con regolarità per garantirsi una duratura longevità in salute.

Nelle battute finali, il dottor Scaglione ha espresso profonda gratitudine verso la Fondazione astigiana per la salute del territorio per il supporto logistico e finanziario offerto. Dall'inizio del 2026, l'ente ha già provveduto a donare attrezzature di ultima generazione ai reparti di Radioterapia del Cardinal Massaia e di Radiodiagnostica dell'ospedale di Nizza Monferrato, con una terza consegna imminente a favore del Laboratorio analisi.

La presidente dell'ente, Luisa Amalberto, ha colto l'occasione per ricordare il valore del sostegno collettivo: "Ognuno può contribuire ai progetti con un gesto semplice che non costa nulla, devolvendo il cinque per mille nella dichiarazione dei redditi", ha affermato.

Focus sulla Fondazione astigiana per la salute del territorio

Nata nel dicembre 2021 come ente senza fini di lucro, la Fondazione opera per migliorare la qualità e la quantità dei servizi sanitari e assistenziali erogati sul territorio, offrendo un aiuto concreto agli operatori ospedalieri. I cittadini e le imprese che desiderano sostenere attivamente queste iniziative, beneficiando della deducibilità fiscale, possono contribuire in due modi. È possibile destinare il proprio cinque per mille inserendo il codice fiscale 92078480057 in sede di dichiarazione dei redditi, oppure effettuare una donazione diretta tramite bonifico bancario. L'Iban di riferimento è IT59M0608510301000000057012, intestato alla Fondazione astigiana per la salute del territorio; in questo caso è necessario inserire nella causale il codice fiscale o la partita Iva del donatore.

Tutti gli aggiornamenti sui progetti in corso sono costantemente pubblicati sul sito istituzionale dell'ente.

Redazione

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