Nessun progetto di chirurgia ambulatoriale complessa è mai stato formalmente previsto per il presidio ospedaliero Valle Belbo di Nizza Monferrato. A chiarirlo è la risposta all’interrogazione a risposta immediata n. 1112 presentata dal consigliere regionale Fabio Isnardi (Partito Democratico) e firmata dall’assessore alla Sanità Federico Riboldi.
L’interrogante aveva chiesto di conoscere nei dettagli l’iter, le tempistiche e la copertura finanziaria per l’attuazione pratica di quanto dichiarato dal Direttore generale dell’ASL AT, relativamente a un progetto innovativo di chirurgia ambulatoriale complessa. La risposta della Giunta regionale fornisce ora un quadro puntuale dello stato dell’arte.
Un progetto mai formalizzato
A partire dalla D.C.R. n. 131-23049 del 19 giugno (2007), nessun atto adottato per la formalizzazione delle fasi progettuali relative al Presidio Ospedaliero Valle Belbo ha mai conferito una connotazione chirurgica all’attività da svolgersi presso il medesimo presidio. In particolare, “non sono stati individuati spazi idonei ed attrezzati per l’attivazione di percorsi di chirurgia ambulatoriale complessa”, che conseguentemente non sono stati considerati nell’ambito della quantificazione dei costi di realizzazione dell’intera struttura.
L’opportunità di una nuova area al piano seminterrato
Nel corso di recenti confronti verbali intervenuti con il Direttore Generale dell’ASL AT, è stata invece evidenziata l’opportunità di prevedere all’interno del Presidio, come stabilito dal D.M. n. 70 del 2 aprile (2015), “la possibilità clinica, organizzativa e amministrativa di effettuare interventi chirurgici o anche procedure diagnostiche e/o terapeutiche invasive e semi-invasive praticabili senza ricovero in anestesia topica, locale, loco-regionale e/o analgesia (fino al II grado della scala di sedazione), su pazienti accuratamente selezionati”.
A tale scopo, è stata individuata un’area posizionata al piano seminterrato, dunque facilmente accessibile, non ancora destinata a servizi e ad attività predefinite, onde renderla idonea ad un’attività di chirurgia ambulatoriale complessa e di endoscopia digestiva attraverso l’implementazione dei requisiti strutturali, impiantistici, tecnologici e organizzativi previsti dalla D.G.R. n. 35-3310 del 16 maggio (2016).
Tempistiche e finanziamenti
L’implementazione di tale area è prevista nella fase da realizzarsi successivamente alla conclusione dei lavori in corso ed alla prima attivazione del Presidio Ospedaliero. Il relativo finanziamento, precisa la nota, “sarà strettamente connesso alla definizione del progetto di fattibilità tecnico-economica”.





