Un Consiglio Comunale denso di argomenti e non privo di polemiche quello andato in scena in città. Tra l'insediamento di nuovi volti, lunghe battaglie sui costi dei rifiuti, preoccupazioni per il decoro urbano e la difesa dei posti di lavoro, l'aula ha affrontato alcune delle sfide più spinose per il futuro del territorio.
Il cambio della guardia: Pafundi subentra a Vercelli
La seduta si è aperta con un avvicendamento tra i banchi del Partito Democratico. L'aula ha accolto il ritorno di Donato Pafundi, che subentra al dimissionario Roberto Vercelli, nominato membro del CdA di Banca di Asti. Accolto con calore e stimato per il suo passato da sindacalista e per il forte legame con i quartieri e i problemi reali della gente, Donato Pafundi ha ringraziato i colleghi dichiarandosi: "Un po' emozionato, non mi succede, ma succede. Comunque grazie, buon lavoro". Le dimissioni di Roberto Vercelli, motivate dall'incompatibilità con un nuovo incarico professionale, hanno tuttavia generato qualche scintilla politica: se l'opposizione ha elogiato il suo "grande senso di responsabilità" nel non confondere le cariche, dai banchi della maggioranza, in particolare dal consigliere Renato Berzano, è stato insinuato che l'uscita fosse in realtà legata a "un problema politico interno del PD". A sua volta, il consigliere Massimo Cerruti (M5S) ha sottolineato: "Approvo assolutamente la sua decisione di dimettersi e di non confondere le cariche, e allo stesso tempo però sono molto contento che a rappresentare il gruppo del Partito Democratico sia entrato anche Donato Pafundi che sicuramente svolgerà il suo ruolo in maniera totalmente disinteressata".
Il nodo TARI: Asti tra le città più care, esplode la polemica
Il vero campo di battaglia della serata è stato l'approvazione delle tariffe TARI per l'anno 2026, segnata da un aumento complessivo del piano finanziario del 3,43%, per un totale che sfiora i 18,6 milioni di euro. L'assessore Stefania Morra ha difeso la manovra, spiegando che l'ampliamento della platea dei contribuenti (quasi 100.000 metri quadri in più recuperati) ha permesso di calmierare gli aumenti reali sulle singole bollette domestiche intorno all'1-2%. L'opposizione ha però sferrato un attacco durissimo. Sono volati numeri impietosi: Asti risulta all'89° posto su 110 capoluoghi per i costi sostenuti dalle famiglie, con tariffe quasi doppie rispetto a città limitrofe. Sotto accusa in particolare il sistema della raccolta verticale, colpevole secondo la minoranza non solo di non aver ridotto i costi, ma di aver abbattuto la purezza del materiale riciclabile e spinto la città verso il rischio di sanzioni regionali. A rincarare la dose, il tema dell'evasione: è emerso un buco impressionante di oltre 13,9 milioni di euro di TARI non riscossa negli ultimi anni, un peso che finisce per gravare ingiustamente sui cittadini onesti. Il consigliere Luciano Sutera (PD) ha attaccato duramente: "Siamo quasi 50% sopra i livelli di efficienza nazionale. Ogni chilo di rifiuto ad Asti costa 6 centesimi in più di quanto dovrebbe".
Vandalismi al cimitero: nel mirino la colonia felina
Cambiando registro, l'attenzione si è spostata su un tema di grande inciviltà: i gravi atti vandalici perpetrati all'interno del cimitero cittadino ai danni della locale colonia felina. Ignoti si sono introdotti nell'area gettando via o rubando le ciotole del cibo, esasperando i volontari convenzionati con il Comune. L'assessore Luigi Giacomini ha spiegato che il Garante della Privacy impedisce l'uso indiscriminato di telecamere interne ai cimiteri, ma l'opposizione ha incalzato l'amministrazione chiedendo di non arrendersi. La consigliera Vittoria Briccarello (Uniti si può) ha fatto notare: "Comprendo quanto detto dal Garante, esistono però numerosi casi di cimiteri comunali in Italia che sono dotati di una videosorveglianza. Ritengo che si dovrebbe fare un altro tentativo".
Decoro urbano e sicurezza: la mappa delle criticità
Il dibattito ha poi passato in rassegna una lunga lista di interpellanze focalizzate tutte su decoro, sicurezza e manutenzione, dimostrando un malcontento diffuso in vari punti della città. In piazza del Palio si è denunciato il degrado, la sporcizia e i danni alle scalinate usate dai pendolari. L'amministrazione ha risposto che i parapetti sono stati riparati. In viale Partigiani è stata sollevata la pericolosa mancanza di strisce pedonali cancellate per anni dai lavori; l'assessore ha garantito l'imminente ripristino. Per via dello Scalo, al centro l'annoso problema della sosta selvaggia sulle piste ciclabili, sono stati promessi dissuasori in cemento e controlli mirati. In via Ticino sono emerse forti lamentele per riasfaltature definite "a rattoppi" e per la viabilità dissestata.
I residenti di corso Matteotti denunciano invece troppo traffico pesante e la cosiddetta "malamovida"; si è discusso di possibili Zone 30, potenziamento dell'illuminazione pubblica e di un'ordinanza per limitare la vendita di alcolici. Riguardo alle Casette dell'acqua, sono stati segnalati guasti ripetuti nei quartieri Torretta e Praia, portando il Comune a intimare alla ditta di garantire un servizio stabile. Sul fronte del depuratore, l'opera sarà collaudata entro l'estate 2026, ma il percorso pedonale originale non sarà ripristinato. Infine, per Valle Andona, sono state esaminate le tante richieste dei residenti per risolvere problemi di viabilità stretta e cartellonistica; si studia una viabilità alternativa e l'uso di fototrappole contro l'abbandono dei rifiuti.
Call Center in crisi: il Consiglio si compatta per i lavoratori
Un momento di unità bipartisan è stato raggiunto affrontando il dramma lavorativo del settore Call Center. Il Consiglio ha votato all'unanimità due ordini del giorno per tutelare i 120 lavoratori di Tecnocal, Mediacom e Connecta, attualmente schiacciati da contratti di solidarietà e dal rischio di esuberi a causa del calo delle commesse, principalmente da parte di Iren. L'impegno richiesto e sottoscritto dal sindaco è di fare pressione politica per l'apertura di un tavolo di crisi, salvaguardare le competenze territoriali e utilizzare fondi interprofessionali per la riqualificazione e digitalizzazione del personale.
Allarme PNRR: lo spettro dell'ex Casermone
In ultimo, è suonato un campanello d'allarme sui fondi del PNRR legati al progetto dell'ex Casermone di via Govone. Secondo l'opposizione l'edificio, destinato a ospitare il nuovo Centro per l'Impiego, rischia di rimanere un rudere: l'Agenzia Piemonte Lavoro non sta dando risposte al Comune su come intenda coprire i maggiori costi dovuti al caro-materiali. Il consigliere Mario Malandrone (Ambiente Asti) ha chiosato: "C'è uno stallo preoccupante, il rischio è di ritrovarci con l'ennesimo spazio vuoto non recuperato in città".





