Gli ambulanti del mercato unificato di Asti tornano ad alzare la voce, denunciando un clima di profonda incertezza per il proprio futuro lavorativo e famigliare. Una crisi che, secondo le sigle sindacali, non è solo figlia del difficile contesto economico nazionale, ma anche di alcune recenti decisioni amministrative locali che rischiano di complicare ulteriormente il lavoro degli operatori commerciali.
A lanciare l'allarme è l'Ana Ugl (Associazione nazionale ambulanti), che fotografa una situazione provinciale già pesantemente compromessa dalla pandemia, dall'esplosione delle vendite online e dall'espansione della grande distribuzione. Secondo i dati diffusi dall'associazione, in Piemonte si è registrata la riduzione di quasi tremila attività (con una perdita di cinquemila addetti), mentre nella sola provincia di Asti le chiusure tra il 2020 e il primo semestre del 2026 sono state circa 150.
I dubbi sulla nuova delibera comunale
Se a livello nazionale ed europeo la battaglia si gioca sulla direttiva Bolkestein, ad Asti il banco di prova è tutto locale. Al centro delle preoccupazioni dei mercatali c'è la delibera di giunta comunale n.60 dello scorso 24 febbraio, che disciplina la revisione e la ricollocazione del mercato bisettimanale tra piazza Libertà, largo Saracco e piazza Campo del Palio.
Il nodo cruciale riguarda il trasferimento temporaneo degli operatori assegnati a piazza Libertà e largo Saracco. Secondo il documento, qualora vi fosse la necessità di spostare temporaneamente anche solo una parte di questi banchi "per cause di forza maggiore o in occasione di eventi", tutti i concessionari di quell'area omogenea dovranno necessariamente trasferirsi nell'apposita zona creata a sud-ovest di piazza Campo del Palio.
La richiesta di chiarezza in vista delle assegnazioni
Tra i mercatali si rincorrono voci sempre più insistenti secondo cui questo spostamento scatterebbe per "qualsivoglia evento o manifestazione tenuta nel centro città o nelle vicinanze", anche qualora non interessasse direttamente il sedime del mercato.
Per fare luce su questa interpretazione, lo scorso 28 aprile l'Ana Ugl, guidata dal presidente provinciale Antonio Tinozzi, ha presentato al Comune di Asti un'istanza formale per chiedere un'interpretazione autentica del documento. "La risposta avrebbe dovuto pervenire prima della scelta dei nuovi posteggi del mercato unificato, fissata per il 20 maggio, ma a tutt'oggi è stata ignorata", denuncia Tinozzi.
L'associazione chiede di conoscere con esattezza quali e quanti eventi potranno comportare lo sfratto temporaneo da piazza Libertà (tra cui si ipotizza l'ingombro dei mezzi pesanti per l'allestimento del Palio). "La catastrofe generata dal disastroso accorpamento perpetrato nel luglio 2024 ai nostri danni pare non accenni ad avere una fine positiva, prospettandosi un ulteriore e drammatico epilogo", conclude amaramente l'Ana Ugl.





