La voce del territorio astigiano arriva ai tavoli nazionali. Il presidente della Provincia di Asti, Simone Nosenzo, accompagnato dal consigliere delegato Ivan Ferrero, ha preso parte all'assemblea nazionale dell'Unione province italiane (Upi) tenutasi a Roma. L'appuntamento istituzionale è culminato con l'elezione di Enzo Lattuca alla presidenza dell'ente per i prossimi quattro anni.
Per la delegazione astigiana, l'incontro ha rappresentato un momento cruciale per ribadire la necessità di ridare slancio e operatività agli enti provinciali, un tema nevralgico per l'amministrazione locale. "Ritengo che i punti programmatici di mandato della nuova presidenza di Upi affrontino i temi principali e più urgenti per riportare le province al centro del sistema italiano", ha dichiarato Nosenzo in una nota ufficiale a margine dei lavori capitolini.
La priorità portata all'attenzione dell'assemblea da parte della dirigenza astigiana è la revisione delle competenze e delle coperture finanziarie tra le diverse realtà del Paese. "Il riequilibrio delle funzioni tra le varie regioni è un altro argomento importante inserito nell’agenda dei lavori, lo scopo è evitare che vi siano grandi disparità tra gli stessi enti", ha proseguito il presidente, sottolineando l'urgenza di definire "pochi e chiari compiti, affiancati dalle risorse umane ed economiche", per garantire ai cittadini servizi realmente efficienti.
Queste istanze locali hanno trovato immediata sponda nelle linee guida dettate dal neo eletto presidente nazionale. Nato a Cesena nel 1988 e attualmente al suo secondo mandato alla guida della Provincia di Forlì-Cesena, Lattuca ha inquadrato le province come una vera e propria "cerniera del Paese".
Nel suo intervento di insediamento, il nuovo leader dell'Upi ha posto l'accento sulla stabilità delle amministrazioni e sul forte contrasto alle diseguaglianze territoriali. L'obiettivo prioritario per il prossimo quadriennio sarà proprio quello di rafforzare i sistemi integrati tra i vari territori italiani, promuovendo una stretta e produttiva collaborazione con l'Anci e con la Conferenza delle Regioni.





