Economia e lavoro - 20 maggio 2026, 10:09

Banca di Asti, l’attacco di Azione: “PD e centrodestra uniti dal silenzio”

Nota al vetriolo del coordinamento provinciale del partito di Calenda: contestata l'indifferenza dei grandi schieramenti e la doppia veste del sindaco

Il dibattito sul benessere dei dipendenti della Cassa di Risparmio di Asti esce dai confini sindacali e si trasforma in un durissimo scontro tra partiti. A infiammare lo scenario è la netta presa di posizione del coordinamento provinciale di Azione, che punta esplicitamente il dito contro il Partito Democratico e la maggioranza di centrodestra, accusandoli di un complice e inspiegabile silenzio davanti alle criticità che stanno emergendo all'interno dell'istituto di credito.

L’affondo giunge a ridosso della presentazione di un'interrogazione in Comune firmata da alcune forze di minoranza (Ambiente Asti, Uniti si può ed Europa Verde) in merito alle pesanti pressioni commerciali e ai ritmi lavorativi denunciati dalla Fisac Cgil. Ma se l'atto in sé fotografa il malessere tra le filiali, per Azione il vero dato politico rilevante – e preoccupante – è l'isolamento e l'indifferenza dimostrata dai principali schieramenti cittadini.

L'attacco del coordinamento provinciale colpisce in prima battuta il centrosinistra, evidenziando come l’assenza del principale partito d'opposizione mini la credibilità della battaglia stessa. “A guardare le firme di quell'atto”, denuncia Azione in una nota ufficiale, “salta agli occhi una verità amara: l’opposizione di centrosinistra non è compatta, vista l'assenza del Partito Democratico, e dal centrodestra che governa la città arriva solo un silenzio assordante”. Per il movimento, la scelta dei Dem solleva seri interrogativi di coerenza identitaria: “Di fronte a questo scenario, ci chiediamo come sia possibile che la difesa del lavoro – che dovrebbe essere il valore supremo di ogni forza politica – sia diventata una questione che interessa a così pochi. Ci chiediamo se per il PD astigiano la tutela psicofisica dei lavoratori e il rispetto dello Statuto dei Lavoratori siano temi secondari”.

La strigliata politica di Azione non risparmia l'altra metà del campo, investendo direttamente la giunta e la maggioranza di centrodestra. Il partito contesta apertamente quello che definisce un tentativo di voltare la testa dall'altra parte di fronte a un evidente nodo istituzionale, chiamando direttamente in causa il primo cittadino: “Ci chiediamo fino a quando il centrodestra intenda far finta di nulla davanti alla complessa doppia veste di Maurizio Rasero, sindaco della città e contemporaneamente presidente della prima banca del territorio”.

Secondo la tesi di Azione, la stabilità della Cassa di Risparmio non può essere declassata a una semplice trattativa privata o a dinamiche puramente aziendali, poiché l'istituto “è il motore economico della nostra provincia”. Il coordinamento provinciale avverte che l'esasperazione del personale e il rischio burnout avrebbero ripercussioni dirette sul tessuto locale, sulla fiducia dei risparmiatori e sulla tenuta delle imprese. Da qui la scelta di campo netta del partito, che rivendica la propria autonomia rifiutando l'allineamento al silenzio generale: “Come Coordinamento Provinciale di Azione Asti non abbiamo intenzione di girarci dall'altra parte. Continueremo a stare al fianco dei lavoratori e dei sindacati, pretendendo che chi ha responsabilità istituzionali ed economiche esca dal guscio e dica chiaramente, e pubblicamente, che sul nostro territorio nessuno verrà lasciato indietro”.

Redazione


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