Provincia - 20 maggio 2026, 17:06

Villafranca: dalla memoria industriale le ipotesi di rilancio della “cattedrale”

In 250 al convegno “Luci sulle fornaci” nell’ex Rdb: 130 anni di storia del laterizio e nuove prospettive tra ecomuseo e spazio per eventi

Il gruppo di ex dipendenti col sindaco Macchia e Nico Novara

Il gruppo di ex dipendenti col sindaco Macchia e Nico Novara

Si è svolto, sabato scorso, il convegno “Luci sulle fornaci”, dedicato alla storia del lavoro laterizio e alle prospettive future della “cattedrale” per lo sviluppo del territorio di Villafranca d’Asti, con circa 250 persone riunite nell’ex stabilimento Rdb.

"Quando parliamo della nostra storia la comunità risponde - ha commentato il sindaco Anna Macchia - un interesse che dobbiamo saper cogliere e coltivare".

L’iniziativa è stata organizzata dall’associazione culturale Per San Rocco con il sostegno del Comune e dell’Ecomuseo Basso Monferrato Astigiano. Tra i presenti, Giovanni Massocco, inventore di una macchina per la lavorazione dei travetti in precompresso, brevettata e commercializzata dall'Rdb. I suoi ricordi sono stati determinanti per la ricostruzione storica curata da Nico Novara, vicepresidente dell'Associazione Per San Rocco, guidata da Patrizia Grosso.

La storia di oltre 130 anni di attività laterizia è stata al centro dell’incontro: non solo una ricostruzione tecnica, ma un racconto corale. Ex operai, tecnici e familiari hanno restituito voce a una delle esperienze produttive più rilevanti della Valtriversa, sviluppatasi tra le realtà Goria, Pasquina e Rdb fino alla chiusura del 1997.

Il lavoro di ricostruzione storica, coordinato da Nico Novara, ha intrecciato fonti d’archivio e testimonianze dirette, restituendo un quadro in cui la dimensione produttiva si lega a quella sociale. 

"Questo lavoro - ha dichiarato Novara - ha permesso di mettere insieme i tasselli di una serie di esperienze e di eventi che erano stati accantonati, rischiando di cadere nell’oblio. Gli archivi hanno fornito dati essenziali, mentre i racconti e le fotografie, esposte al convegno, hanno permesso la ricostruzione di una storia non solo produttiva, ma soprattutto umana".

Dal convegno, poi, sono emerse anche alcune prospettive, come la proposta di un ecomuseo del laterizio, contenuta in una tesi di laurea del 1999 sul recupero dell'ex fornace Rdb firmata dagli architetti Cristina Musso, Fabio Musso e Luca Ottaviani, e la relazione di Gabriella Forno, già docente di Scienze Geologiche all'Università di Torino, che si è soffermata sull'importanza del Villafranchiano, oltre all’attenzione per il patrimonio geologico locale.

“A testimonianza dell'importanza del periodo geologico illustrato dalla professoressa Forno - ha concluso il sindaco Macchia - ci impegniamo a ripulire la parete dell'ex cava Rdb, di proprietà comunale, dove è possibile vedere la stratificazione del terreno, rintracciando i segni antichi del territorio. In futuro, se troveremo i fondi per il Museo interattivo del Villafranchiano, ci piacerebbe inserire una sezione sul lavoro laterizio, valorizzando la tesi di laurea sull'ecomuseo esposta al convegno".

Durante il convegno è stata avanzata anche l’ipotesi di attrezzare una parte dello spazio come sala polifunzionale per eventi, nella prospettiva di trasformare la memoria in una risorsa capace di generare ricadute su turismo, cultura e occupazione: "Adesso è agevole programmare attività che abbiano anche una ricaduta sul territorio - ha sottolineato Gianpiero Martinetti, proprietario dell'ex fornace - Oggi molte persone hanno ammirato per la prima volta l’architettura interna della 'cattedrale': non escludo si possa, in futuro, attrezzare una parte di questo enorme spazio come sala polifunzionale per grandi eventi".

Redazione

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