È iniziato ad aprile, ad Asti, un interessante ciclo di appuntamenti dedicati alla lettura collettiva e al confronto su un testo fondamentale per la pedagogia della liberazione.
L'opera scelta è "Pedagogia della speranza", uno degli ultimi scritti del celebre autore brasiliano Paulo Freire, già noto a livello internazionale per lavori come "Pedagogia degli oppressi".
L'iniziativa è organizzata dall'Associazione Maestri Cattolici e da StudioKappa, e propone incontri a giovedì alterni in via Carducci 22.
Il valore del tempo e della parola
Le sedute di lettura, in programma dalle 18 alle 19.30, sono ritmate da una clessidra. Questo strumento simbolico e pratico aiuta a preservare un tempo dedicato esclusivamente alla lettura condivisa, separandolo dal momento della riflessione.
L'obiettivo è permettere a ciascun partecipante di esprimere la propria parola autentica, in un'epoca che spesso toglie spazio al ragionamento profondo.
Il facilitatore degli incontri, Simone Deflorian, spiega il motivo che rende così attuale questo approccio: "Siamo in un momento storico difficile. Mancano gli spazi per il pensiero". A fargli eco è il ricordo di uno studente universitario che gli chiese per quale motivo non fosse più semplice fornire concetti già pronti da memorizzare, piuttosto che stimolare il pensiero critico.
La gabbia della modernità e il mondo digitale
L'analisi del consulente si spinge sulle dinamiche della nostra quotidianità, spesso frenetica e superficiale: "Viviamo come un criceto in una ruota, senza il tempo per comprendere la nostra vita, valutare, discernere e operare scelte consapevoli". Una condizione che ci vede immersi in un vortice, dove i pensieri arrivano già confezionati per essere assimilati senza alcun passaggio critico, azzerando quasi del tutto il libero arbitrio.
Deflorian evidenzia anche lo svuotamento di significato dei valori fondamentali: "I valori come la giustizia, la libertà, l’amicizia, la solidarietà, la fraternità sono diventati parole utilizzate per giustificare una tesi oppure un’altra da presentarci, affinché noi la sosteniamo come tifosi di una squadra contro l’altra".
Il rischio maggiore, secondo il facilitatore, è quello di perdere la nostra dimensione umana e di rimanere annichiliti nel digitale, descritto senza mezzi termini: "Nuova divinità dell’oggi, impossibile da criticare".
Per contrastare questa deriva, la proposta è quella di ritrovare una dimensione pensante condivisa. Si punta a ricostruire una coscienza critica che permetta ai cittadini di essere autori della propria storia, e non semplici ospiti o clienti di una vita che non appartiene loro, per sognare e costruire insieme un mondo nuovo partendo dalla quotidianità.
Il prossimo incontro di questo percorso si terrà oggi , dalle 18 alle 19.30, al secondo piano di via Carducci 22. L'appuntamento è fissato su un grazioso terrazzo fiorito nel centro cittadino. La formula di partecipazione è molto libera e aperta alla cittadinanza, come ricordano gli organizzatori con un invito diretto: "Non c’è iscrizione, non c’è prenotazione. Chi è interessato viene, a chi è piaciuto ritorna".





