Anche Asti ha fatto parte di NOVA 2026, l'iniziativa del Movimento 5 Stelle che sabato scorso ha animato simultaneamente più di cento città italiane con tavoli di lavoro aperti ai cittadini, iscritti e non, per costruire dal basso un programma di governo progressista per i prossimi cinque anni.
"Non è una riunione di partito", ha spiegato chi ha aperto i lavori nella sede astigiana. "Non c'è nessun simbolo, non ci sono bandiere. Qui in questa sala c'è tutta la società, chiunque, a prescindere dalla sua estrazione, dalla sua inclinazione." Il brand NOVA è stato concepito deliberatamente come neutro, svincolato dall'identità di partito, con l'obiettivo di attrarre chiunque voglia contribuire a definire un'agenda politica condivisa.
Tra i temi più sentiti emersi dai tavoli di lavoro astigiani: la sanità pubblica e il sistema degli appalti, la scuola pubblica definita "in emergenza", e soprattutto la questione salariale. "Siamo un paese con i salari più bassi d'Europa", è stato ribadito più volte nel corso dell'incontro.
I numeri nazionali dell'iniziativa, comunicati direttamente dai vertici del Movimento e partita su impulso del leader Giuseppe Conte, raccontano una mobilitazione inaspettata per un'operazione costruita in appena sei settimane: 105 eventi in tutta Italia più due online per gli italiani all'estero, dall'Australia alla California, 16.600 persone coinvolte — il 44% delle quali non iscritte al M5S — e 1.800 temi discussi ai tavoli.
"Possiamo affermare di aver fatto la storia nel campo della vera democrazia partecipata", ha dichiarato Massimo Cerruti, consigliere comunale M5S di Asti e referente locale dell'iniziativa. "Da questo momento ci sarà un prima e un dopo NOVA 2026."





