I consiglieri comunali Vittoria Briccarello e Mauro Bosia del gruppo Uniti si può, insieme a Mario Malandrone di Ambiente Asti e Gianfranco Miroglio di Asti Verdi, hanno aperto una riflessione sul futuro degli equilibri istituzionali cittadini. Al centro dell'analisi mossa dai banchi dell'opposizione vi sono alcune indiscrezioni riguardanti una possibile evoluzione statutaria all'interno della Fondazione Cassa di Risparmio di Asti, legata in particolar modo alla durata del mandato presidenziale.
Secondo quanto esposto nel documento dai rappresentanti della minoranza, l'attuale presidente dell'ente, Livio Negro, potrebbe proporre al consiglio di indirizzo una revisione dei regolamenti interni. L'ipotesi sul tavolo riguarderebbe l'estensione della carica presidenziale, ipotizzando un passaggio da quattro a sei anni. La questione si inserisce nel contesto dell'applicazione del cosiddetto addendum Acri-Mef, un accordo quadro nazionale ampiamente discusso nei mesi scorsi per via delle percentuali azionarie detenute dall'ente, che offre agli istituti la possibilità tecnica di adeguare i propri statuti. I consiglieri ricordano che la campagna informativa per la sottoscrizione era stata presentata come urgente per evitare sanzioni legate all'esubero di azioni della banca, sebbene nel 2025 si sia poi giunti a una definizione con il ministero senza provvedimenti punitivi.
I firmatari della nota collegano questa potenziale estensione temporale ai recenti assetti degli istituti di credito locali, richiamando la nomina di Maurizio Rasero alla guida della banca. Secondo l'opposizione, l'intreccio tra queste cariche e la rimodulazione dei tempi dei mandati potrebbe delineare una forte continuità gestionale, capace di estendersi anche oltre la scadenza dell'attuale amministrazione comunale, blindando ruoli di primo piano anche attraverso le influenze nelle associazioni di categoria.
I consiglieri si spingono a definire lo scenario attuale come una "inaudita gravità politica", evidenziando il rischio che dinamiche basate su personalismi, accumulo di potere e controllo dei nominati si normalizzino sul territorio fino a mettere le radici di un vero e proprio potere parapolitico. L'obiettivo espresso dai gruppi di opposizione è quello di richiamare l'attenzione sulle scelte strategiche affinché la gestione della fondazione non risponda a interessi personali ma rimanga connessa alle necessità del territorio.





