Eventi - 22 maggio 2026, 18:49

"Com'è facile il naufragio!": ad Asti una serata tra storia, fede e domande universali

La rassegna "Le Sfide della Fede" prosegue con un nuovo appuntamento dedicato a Giuseppe Marello

"Com'è facile il naufragio!": ad Asti una serata tra storia, fede e domande universali

I Camminatori di Domande tornano in scena con un nuovo appuntamento della rassegna “Le Sfide della Fede”, il percorso culturale e teatrale promosso dal Teatro degli Acerbi e dall’Istituto Oblati di San Giuseppe Marello, in collaborazione con il Progetto Culturale della Diocesi di Asti. Una rassegna che, giunta all’ottava edizione, continua a interrogare il pubblico sulle tensioni e sulle armonie tra ragione e fede, tra uomo e Dio, attraverso spettacoli, incontri e momenti di riflessione.

Venerdì 29 maggio alle 21, nel Salone dell’Istituto Oblati di San Giuseppe (corso Alfieri 384, Asti), il Teatro degli Acerbi presenta “Com’è facile il naufragio!”, una serata che intreccia teatro, spiritualità e storia, riportando alla luce un dialogo intimo e profondamente umano tra Don Giuseppe Marello e un giovane seminarista in crisi vocazionale.

Lo spettacolo nasce da un testo di Luciano Nattino, messo in scena per la prima volta nel 2011. Per questa occasione, Patrizia Camatel firma un nuovo adattamento per due voci narranti: Francesco Calosso e Dario Cirelli.

Siamo nel 1882. L'Italia è stata fatta da poco, il generale Garibaldi è appena spirato a Caprera. L'eco del Risorgimento è ancora ben vivo, tanto più nel Piemonte sabaudo che ne è stato la fucina intellettuale, politica, militare. In un giorno d'autunno, ad Asti, nel cortile del Seminario, si coglie un vivace dialogo tra Don Giuseppe Marello e un giovane seminarista, un dialogo che doveva rimaner privato... Il giovane Francesco sta attraversando una crisi vocazionale, vorrebbe abbandonare il seminario e intraprendere studi tecnici, come tanti giovani suoi amici contagiati dal clima di rinnovamento, di progresso, di speranze per il futuro della neonata Patria. Ne nasce uno scambio sincero, in cui Don Marello, formidabile educatore, confessa di rivedersi nei turbamenti dell'adolescente. Due cuori e due anime che si confrontano senza il distacco dovuto alle differenze d'età e ruolo, in un momento d'intimità che si svela all'uditorio come un discorso sulla vocazione: qual è il mio posto nel mondo? Cosa voglio fare? Cosa devo scegliere? Ancora una volta il teatro, la musica, le vive voci degli interpreti, offrono un racconto a più livelli: da un lato riscopriamo il carattere, le idee, l'opera del Santo fondatore della congregazione degli Oblati di San Giuseppe, in un contesto storico-politico in cui varie personalità del mondo cattolico hanno portato un contributo fondamentale alla crescita della nostra Nazione; dall'altro questa storia apparentemente "d'altri tempi" rivela la sua attualità parlando alla nostra coscienza di cittadini e di esseri umani.

Commenta Patrizia Camatel: “Un Paese, il nostro, che in varie epoche passate è stato crogiuolo di pensiero e iniziativa, modello istituzionale per gli altri Stati, una società che 150 anni fa ha gettato le fondamenta per lo stato sociale, davvero oggi ha perso la sua vocazione? Come può la singola persona incidere con le proprie scelte e convinzioni, e lavorare a "costruire ponti" verso il futuro, specialmente a favore delle giovani generazioni? Nessuno può dare tutte le risposte, nemmeno Giuseppe Marello, che pure, di "ponti" lui se ne intendeva...”.

Info Tel. 3518978847. Programma completo su sito e social del Teatro degli Acerbi

Redazione

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