Il sistema formativo piemontese si rinnova con un investimento strategico mirato a coniugare istruzione e occupazione. La Regione Piemonte ha approvato il nuovo Atto di indirizzo 2026-2028 dedicato all’offerta formativa pubblica in apprendistato duale di primo livello, stanziando oltre 2,6 milioni di euro attraverso le risorse del PR FSE+ 2021-2027. L'obiettivo primario della misura è contrastare la dispersione scolastica e fornire ai giovani strumenti concreti per l'inserimento nel mercato del lavoro, senza escludere nessuno.
La vera novità di questa programmazione triennale è l'estensione dell'apprendistato duale ai percorsi Ifts (Istruzione e formazione tecnica superiore), ampliando così l'offerta formativa anche alla fase successiva al diploma. Questo ampliamento consente ai ragazzi di acquisire specializzazioni post diploma continuando a lavorare, rispondendo in modo mirato alle competenze tecniche richieste dal tessuto imprenditoriale locale. Restano stabili i percorsi tradizionali che permettono di conseguire il diploma scolastico e il titolo di Enotecnico direttamente in azienda.
L'efficacia di questo modello educativo è supportata dai dati occupazionali, che evidenziano come il sistema rappresenti un efficace collegamento tra il mondo della scuola e quello produttivo. Al termine del percorso, infatti, la quasi totalità degli studenti risulta stabilmente occupata o ha deciso di proseguire gli studi, a fronte di un esiguo 4% di giovani che si dichiara ancora in cerca di impiego. Un ulteriore elemento di successo è rappresentato dal fatto che oltre la metà dei partecipanti viene assunta stabilmente dalla stessa impresa presso cui ha svolto il periodo di apprendistato.
L'assessore regionale all'Istruzione e Merito, Daniela Cameroni, ha sottolineato l'importanza di valorizzare le diverse attitudini degli studenti: “L’apprendistato duale permette ai ragazzi di entrare nel mondo del lavoro con competenze vere e maggiore consapevolezza. È una risposta seria alla disoccupazione giovanile e alla dispersione scolastica, perché valorizza le inclinazioni diverse. Non tutti imparano allo stesso modo: c’è chi cresce sui libri e chi scopre il proprio valore mettendosi in gioco sul campo”, ha spiegato l'assessore, precisando come l'estensione ai percorsi Ifts risponda alla necessità di accompagnare i giovani anche dopo il diploma.
L'integrazione tra le necessità delle imprese e le aspirazioni delle nuove generazioni resta il fulcro della politica industriale e formativa regionale. “Il Piemonte ha bisogno di giovani preparati e motivati, e allo stesso tempo le imprese hanno bisogno di competenze. Mettere insieme questi due mondi significa creare crescita e prospettive concrete per il territorio”, ha concluso Cameroni.





