Economia e lavoro - 26 maggio 2026, 06:32

Fermo nazionale sospeso ma vertenza aperta: l’autotrasporto aspetta prove concrete dal Governo

Rosso (Confartigianato Piemonte): “Scelta di responsabilità, non di debolezza. Ora servono atti e tempi certi per le imprese”

Fermo nazionale sospeso ma vertenza aperta: l’autotrasporto aspetta prove concrete dal Governo

È sospeso il fermo nazionale dell’autotrasporto che UNATRAS aveva programmato fino al 29 maggio 2026. La decisione arriva dopo il confronto a Palazzo Chigi, durante il quale l’Esecutivo ha illustrato un primo pacchetto di possibili interventi a sostegno del settore.

Il pacchetto sul tavolo del Governo

Secondo quanto emerso dall’incontro, il Governo avrebbe messo in campo:

circa 300 milioni di euro per un credito d’imposta dedicato all’autotrasporto

la riduzione da 60 a 30 giorni dei tempi per la compensazione delle accise trimestrali sul carburante

misure temporanee sui versamenti fiscali

la riattivazione di strumenti di confronto permanente, tra cui la Consulta generale dell’autotrasporto

Il comunicato del Consiglio dei ministri segnala inoltre la proroga a giugno 2026 del taglio delle accise sui carburanti.

Rosso: “Apertura politica, ma giudizio ancora prudente”

Per Giovanni Rosso, presidente Autotrasporto Confartigianato Imprese Piemonte, si tratta di segnali importanti ma non ancora risolutivi. “Dopo settimane di silenzio, il Governo ha riconosciuto che la crisi dell’autotrasporto esiste e che servono misure specifiche. Questo è un primo importante risultato della pressione esercitata dalla categoria”, afferma Rosso, ricordando però che al momento non ci sono elementi sufficienti per valutare se gli interventi saranno “adeguati, tempestivi e realmente utilizzabili dalle imprese”.

La sospensione del fermo, insiste il presidente, è da leggere come atto di responsabilità: “Non è una resa né un segno di debolezza. Abbiamo aperto una porta, ma ora il Governo deve dimostrare con atti concreti che l’autotrasporto non viene ascoltato solo quando minaccia di fermarsi”.

Mobilitazione solo congelata

La vertenza, dunque, resta formalmente aperta. Rosso chiarisce che il giudizio definitivo dipenderà dalla traduzione delle promesse in norme operative e risorse effettivamente accessibili: “Se le misure saranno adeguate, lo riconosceremo. Se saranno insufficienti, tardive o solo annunciate, la mobilitazione resterà pienamente legittima”.

Redazione

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