Attualità - 28 maggio 2026, 14:24

Appello per l'attivista piemontese Dina Alberizia: "Tajani e Cirio si attivino per il rilascio urgente"

La maestra in pensione di Albugnano è detenuta in Libia. I consiglieri comunali di Torino: "Condizioni pessime, l'Italia non può voltare le spalle a chi porta aiuti umanitari"

Appello per l'attivista piemontese Dina Alberizia: "Tajani e Cirio si attivino per il rilascio urgente"

Un appello accorato per chiedere l'intervento immediato delle istituzioni italiane e piemontesi. È quello lanciato da un gruppo di consiglieri comunali torinesi per la liberazione di Leonarda Dina Alberizia, 67 anni, insegnante in pensione di Albugnano (Asti), arrestata in Libia da milizie legate al generale Haftar. L'attivista si trovava nel Paese nordafricano mentre partecipava al convoglio umanitario Global Sumud Convoy, parte del Global Movement to Gaza.

"Dina è viva, ha ricevuto la visita consolare ma le condizioni di detenzione sono pessime, per questo bisogna intervenire con forza e urgenza", scrivono i firmatari dell'appello, esprimendo "fortissima preoccupazione" per la sorte della concittadina.

Il convoglio umanitario e l'arresto

La donna, insieme ad altre attiviste e attivisti, stava compiendo "un'azione di solidarietà internazionale, tentando di raggiungere Gaza via Egitto per portare aiuti umanitari". L'iniziativa si inserisce nel solco delle missioni civili che cercano di rompere l'indifferenza internazionale e di portare soccorso dove gli Stati faticano o non intendono intervenire.

I consiglieri chiedono che il Ministro Tajani e il Presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio "si attivino immediatamente per il RILASCIO urgente della nostra concittadina Dina Alberizia, INNOCENTE ED INCENSURATA, ingiustamente detenuta in Libia". La tutela dei cittadini italiani impegnati in missioni umanitarie, sottolineano, "non può essere lasciata al caso".

La denuncia: "Il silenzio diventa connivenza"

L'appello non risparmia una critica all'atteggiamento delle istituzioni: "L'Italia non può continuare a voltare le spalle a chi, con coraggio e generosità, si impegna in missioni come la Flotilla o il Global Convoy. Sono iniziative civili che cercano di rompere l'indifferenza e di portare aiuti dove gli Stati non riescono o non vogliono intervenire. Il silenzio, la timidezza e la lentezza dell'Italia e del Piemonte, così, diventano connivenza con chi viola i diritti umani".

L'appello porta la firma delle Consigliere e dei Consiglieri Ludovica Cioria, Abdullahi Ahmed Abdullahi, Valentina Sganga, Sara Diena ed Emanuele Busconi.

Redazione

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