Attualità - 01 giugno 2026, 06:49

Passerella del Movicentro chiusa e nessun cantiere all'orizzonte: l'opposizione interroga la giunta

L'infrastruttura di corso Savona è interdetta da febbraio. Asp conferma il ritardo del progetto, mentre la minoranza chiede di riaprire il passaggio

Passerella del Movicentro chiusa e nessun cantiere all'orizzonte: l'opposizione interroga la giunta

Il blocco del passaggio pedonale che unisce corso Savona al Movicentro continua a far discutere. A rendere il quadro ancora più incerto è la conferma, giunta informalmente da Asp, che al momento non è ancora conclusa l'elaborazione del progetto per i lavori di ripristino. 

Un ritardo strutturale che ha spinto Vittoria Briccarello e Mauro Bosia (Uniti si può), Mario Malandrone (Ambiente Asti) e Gianfranco Miroglio (Verdi) a presentare un'interpellanza urgente rivolta al sindaco e all'assessore competente. 

Disagi per pendolari e attività commerciali 

I consiglieri di minoranza non nascondono la loro preoccupazione per una situazione di stallo che si protrae dal 9 febbraio scorso, data della chiusura per accertate criticità strutturali. I firmatari del documento sottolineano i disagi che penalizzano pesantemente la quotidianità della zona.
"A distanza di mesi dalla chiusura, scrivono i consiglieri, i lavori annunciati non risultano ancora avviati e cittadini, pendolari, studenti e attività economiche continuano a subire disagi senza alcuna prospettiva chiara sui tempi di intervento".
A subire i contraccolpi di questa prolungata chiusura non sono infatti soltanto i viaggiatori, ma anche gli operatori economici della struttura, in particolare il ristorante interno, che vedrebbe drasticamente ridotto il transito pedonale e la visibilità. 

La proposta di un presidio temporaneo 

In attesa che l'iter tecnico ed economico per l'affidamento dei lavori si sblocchi, i consiglieri propongono una soluzione ponte per limitare i danni. La richiesta rivolta all'amministrazione comunale è chiara: "Valutare immediatamente l'apertura del cancelletto di accesso mediante un presidio umano, almeno nelle fasce orarie di maggiore utilizzo". Si tratterebbe, secondo gli esponenti del centrosinistra, di una via d'uscita temporanea e "di buon senso, in grado di restituire un collegamento fondamentale alla città". 

Il nodo sicurezza e le telecamere 

I consiglieri si soffermano anche sulle precedenti dichiarazioni rilasciate dalla giunta in merito al decoro dell'area e alle deleghe alla Sicurezza. I firmatari ricordano che l'assessore competente Luigi Giacomini,  "aveva più volte richiamato il tema dei cosiddetti 'maranza' e della sicurezza dell'area".
Una narrazione che, secondo la minoranza, stride con l'attuale gestione degli spazi: "A oggi, non solo non si registrano interventi concreti capaci di migliorare il decoro e la sicurezza della zona, ma la situazione appare addirittura peggiorata sotto il profilo dell'accessibilità e della fruibilità degli spazi pubblici".
L'interpellanza chiede dunque conto dei rallentamenti del progetto , del perché il cantiere non sia ancora partito e di quale sia il cronoprogramma reale per la riapertura. Oltre all'aspetto dei lavori pubblici, il documento interroga l'amministrazione su una precisa promessa, chiedendo di sapere: "Quali e quante telecamere sono state collocate così come annunciato". 

Betty Martinelli


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