I ragazzini terribili di Patanè sono ancora lì. Sul pezzo, concentrati, affamati. Un’altra vittoria, un’altra prova di maturità, un altro passo verso la storia. La Casertana, autentica sorpresa di questo campionato, si arrende 6 a 1 e oggi sarà ancora Asti contro Roma 1927. Per la terza volta in stagione. Una sfida che ormai ha il sapore delle grandi rivalità, di quelle che segnano un’annata e restano nella memoria.
Ancora Asti vs Roma 1927
A gennaio sorrise la Roma. Qualche settimana dopo fu l’Orange a prendersi la rivincita. Adesso c’è la bella. Quaranta minuti per decidere tutto. Da una parte i campioni in carica, che inseguono l’ennesima conferma e vogliono continuare a sfoggiare il triangolo tricolore sul petto. Dall’altra una squadra coraggiosa e talentuosa, costruita dal Principe Patanè con pazienza, idee e personalità, capace di trasformare una stagione già straordinaria in qualcosa di ancora più grande.
Nella giornata che precede gli 80 anni della Repubblica Roma ha superato il Catania soltanto ai rigori, tocca all’Orange Asti affrontare la Casertana. I campani partono senza timori reverenziali e dimostrano subito perché siano arrivati fino a questo punto del torneo. La partita resta in equilibrio nelle prime battute, con le due squadre attente a non concedere nulla. Ma quando Merlo prende in mano la bacchetta e inizia a dirigere l’orchestra, si cambia passo. Caracciolo, Angelino e Amico trovano le reti e inventano giocate, accelerano il ritmo e scavano un solco sempre più profondo.
Gli Orange dominano il possesso, creano occasioni in serie e si concedono persino il lusso di sprecare qualche contropiede di troppo. Il risultato avrebbe potuto assumere proporzioni ancora più larghe, ma la Casertana non smette mai di lottare e nella ripresa prova a riaprire la gara. I campani alzano il baricentro, aumentano l’intensità e per alcuni minuti mettono alle strette Vercelli e compagni, costringendoli a una difesa attenta e ordinata. Il momento decisivo arriva con l’espulsione per proteste del capitano della Casertana. Un episodio che spezza definitivamente gli equilibri e indirizza il finale. Merlo e compagni ne approfittano con la freddezza delle grandi squadre, gestiscono il vantaggio e colpiscono ancora fino al definitivo 6 a 1.
Una vittoria senza discussioni

Il risultato potrebbe far pensare a una passeggiata, ma non lo è stata affatto. Le semifinali non sono mai semplici. Servono testa, gambe e carattere. E questa squadra ha dimostrato di possederli tutti. Lo ha fatto per tutta la stagione, superando ostacoli, confermando il proprio valore nei momenti decisivi e guadagnandosi il diritto di giocarsi tutto nell’ultimo assalto. Adesso resta un ultimo atto. Asti contro Roma 1927. La sfida che tutti aspettavano. I campioni contro gli sfidanti. L’esperienza contro l’entusiasmo. Minuti che valgono un’intera stagione. E come direbbe Antonio Ligabue, pittore istintivo e visionario originario di Guastalla dove si svolgono le finali, che vedeva il capolavoro quando gli altri vedevano soltanto un uomo controcorrente, l'Asti si presenta all'ultimo atto con la forza di chi ha creduto nel proprio destino fin dal primo giorno. Quaranta minuti per completare l'opera. Poi sarà il tempo della storia.







