Tra i ventiquattro temi della mostra fotografica "MioAstigiano. Mio, tuo, nostro", mirabile opera di ventotto appassionati di scatti e di territorio della Polisportiva Cassa di Risparmio di Asti, due riprendono alcune delle opere d’arte che abbelliscono i muri delle case nel centro storico di Montiglio Monferrato, pieni di meridiane, fotografate da Marco Meda, e i murales dell’antico borgo di Castellero, fotografati da Fulvio Garri. Inviti a scoprire il meglio dell'Astigiano, obiettivo dell'esposizione, che continua ad aspettarvi al Museo Diocesano di Asti, fino al 28 giugno, il venerdì pomeriggio, il sabato e la domenica mattina e pomeriggio.
A Montiglio e Castellero, due bellissimi borghi del Nord Astigiano, per arrivare all’itinerario di giornata dobbiamo aggiungerne un terzo, Fontanile, dove i muri sono diventati una sorta di libro a cielo aperto con cui il paese mette in scena le proprie radici e la propria storia.
Itinerario che potrebbe cominciare a Montiglio Monferrato, splendidamente arroccato su un colle che domina la Valle Versa. Qui il solo problema è l'incredibile quantità di spettacoli da ammirare. Primo fra tutti l’imponente castello che domina e caratterizza il profilo del paese, con la torre a tre piani a tre ordini di terrazze. Le sue fondazioni risalgono a prima del Mille, rivisto nei tempi, con interni che passano da quelli medioevali, con bifore e volte a crociera, ad eleganti ambienti settecenteschi. Nel suo parco, la cappella dedicata a Sant’Andrea, con un incredibile ciclo d'affreschi di scuola giottesca, emozionanti testimonianze tra le più preziose d’arte trecentesca in Piemonte. E poi l’immancabile Romanico Astigiano, in una delle sue massime espressioni, con la pieve di San Lorenzo, dedicata al culto del Santo nel 1180. Montiglio è anche chiamato Paese delle Meridiane: ne vanta una cinquantina, visibili sulle facciate delle case e sugli edifici storici; la maggior parte realizzate da Mario Tebenghi, il Maestro delle meridiane, mancato nell'estate 2019.
Seconda tappa a Castellero, antico borgo posto su un alto collinare, sviluppatosi alle adiacenze del castello medioevale, avamposto militare che nel tempo ne ha viste di tutti i colori, in particolare durante le bellicosità tra le casate e casane astigiane, divise tra guelfi e ghibellini. La prima parrocchiale del posto era dedicata a San Pietro del Bosco, esempio di Romanico, da visitare velocemente per l’eccesso di restauri, non proprio conservativi. Da vedere sicuramente la nuova parrocchiale, nuova per dire, visto che lo è dal 1663. Chiesa dedicata a San Pietro in Vincoli, precedentemente cappella gentilizia dei signori Ponte del Castello, con un interno sontuosamente dipinto. Il borgo è indubbiamente noto per la qualità e la quantità delle sue nocciole. Non a caso, potrete passeggiare sui Sentieri della nocciola e visitare il museo multimediale sulla nocciola, inaugurato nel 2024. Tra una nocciola e l’altra, occhi in alto, a rimirare i molti edifici dipinti con ambientazioni di vita passata. Murales nati tra il 2021 e il 2022, nell’ambito del progetto culturale e artistico “Street Art sulle colline del mare”, promosso dal Distretto Paleontologico dell’Astigiano.
Per finire, mi sposterei nel Sud Astigiano, a Fontanile, paese detto Fontinalis intorno al mille, poi Fontanellis e Fontanilis: "terra ricca di acque sorgive". Borgo fortificato nel medioevo con mura e quattro torri di cui oggi solo una esistente ed ancora ben conservata, la Ansaldi. Punto forte del paese è sicuramente il panorama che, unitamente alla centenaria e monumentale Chiesa di San Giovanni Battista, la seconda in provincia di Asti per grandezza, offre uno spettacolo indimenticabile. Paese delle sorgenti e dei muri dipinti che raccontano la storia del posto. Muri e facciate di case diventati tele per raccontare piccoli e grandi fatti quotidiani, scene di vita agreste, attività artigianali e commerciali o gite in bicicletta dei primi del Novecento. Un insieme veramente mirabile a chiudere in bellezza.