Dopo le assemblee pubbliche di Monesiglio e Monastero Bormida, e in vista di quella imminente di Acqui Terme, i consiglieri regionali del Partito Democratico Fabio Isnardi, Mauro Calderoni e Domenico Ravetti alzano la voce contro il progetto di inceneritore che potrebbe sorgere tra Cengio e Cairo Montenotte, in Valle Bormida. I tre esponenti politici contestano la scelta della Giunta regionale della Liguria e annunciano un’interrogazione urgente, a firma di Fabio Isnardi, per conoscere la posizione ufficiale del Piemonte.
L’incontro di Monastero e le ragioni del “no”
“Ho partecipato con interesse all’incontro indetto dal Coordinamento No Inceneritore della Val Bormida Ligure e Piemontese con l’associazione Rinascita Valle Bormida e il Circolo culturale Langa Astigiana al teatro di Monastero. Mi ha colpito l’ampio coinvolgimento della cittadinanza, degli amministratori e dei comitati così come la capacità di offrire solide ragioni contrarie al progetto”, annota il Consigliere regionale astigiano Isnardi, che individua nell’impatto sul territorio l’aspetto più critico dell’intera operazione.
“La Valle Bormida ha saputo affrontare attraverso proteste di massa e coinvolgimento dei territori questioni ambientali critiche, ottenendo risultati positivi per il miglioramento della qualità della vita degli abitanti. Ancora oggi fronteggia nuove sfide legate alla carenza dei trasporti, all’accesso alla salute e alle infrastrutture. Questo progetto rischia di portare la lancetta indietro di 40 anni”, ha dichiarato il consigliere, facendo proprio uno degli argomenti cardine dei comitati contrari all’opera: “Oggi dobbiamo insistere sulla riduzione dei rifiuti e il loro riciclo e riuso, in un’ottica di sostenibilità che viaggi di pari passo con l’agricoltura di qualità e lo sviluppo anche turistico dei nostri territori”.
La posizione già assunta dagli enti locali
La questione ha già superato i confini della Liguria. Lo sottolinea Mauro Calderoni: “L’Unione Montana Alta Langa si è espressa negativamente, con verbale di febbraio, così come hanno fatto i comuni cuneesi ed astigiani della Valle Bormida, assumendo una posizione chiara, altrettanto contraria”.
L’interrogazione urgente
Da qui la decisione di Isnardi di presentare un atto formale: “Ho preparato un’interrogazione urgente per conoscere la posizione della Regione Piemonte e chiedere cosa intenda fare la Giunta per tutelare quei territori che, se l’inceneritore fosse realizzato, verrebbero danneggiati sia dal punto di vista ambientale che sul fronte della crescita e sviluppo”.
Domenico Ravetti, che nei prossimi giorni sarà all’assemblea pubblica di Acqui Terme, ha concluso: “Speriamo di ottenere una risposta chiara, utile a rafforzare questa importante battaglia a supporto dell’integrità e della vivibilità della Valle Bormida, fatta di tanti piccoli comuni che sono il cuore e l’anima del Piemonte”.





