Cultura e tempo libero - 08 giugno 2026, 07:23

Rifugio Fraternità Massi: ad Asti una serata per sostenere l'avamposto della solidarietà in Val di Susa

Martedì 23 giugno incontro al Nuovo Circolo Nosenzo con don Luigi Chiampo, per conoscere e aiutare la struttura che accoglie i migranti in transito

Rifugio Fraternità Massi: ad Asti una serata per sostenere l'avamposto della solidarietà in Val di Susa

La rotta alpina dei migranti verso la Francia, le storie di chi sfida il freddo della montagna per inseguire un futuro e, soprattutto, l'impegno di chi sceglie di non voltarsi dall'altra parte. 

Se ne parlerà martedì 23 giugno ad Asti, nel corso di un incontro pubblico dedicato al Rifugio fraternità Massi di Oulx, vera e propria porta aperta della solidarietà in Alta Val di Susa.
L'appuntamento è fissato alle 20.30 al Nuovo Circolo Nosenzo, in via Corridoni.

 L'iniziativa, organizzata con il supporto del Csv Asti e Alessandria e di Passi Solidali, rappresenta un'importante occasione per conoscere da vicino una realtà cruciale per l'accoglienza umanitaria e, allo stesso tempo, per raccogliere sostegno a favore della struttura.
 

La testimonianza di don Luigi Chiampo
 

Ospite centrale della serata sarà don Luigi Chiampo, parroco di Bussoleno, fondatore e anima del Rifugio. Attraverso il suo racconto, i presenti potranno comprendere le dinamiche di un fenomeno complesso che vede Oulx come crocevia di migliaia di persone provenienti da decine di Paesi extraeuropei (oltre 20mila i passaggi stimati in soli 12 mesi).
Durante l'incontro verranno inoltre proiettate immagini del rifugio e sarà allestita una mostra di fotografie e disegni, arricchita dalle testimonianze dirette dei volontari che operano all'interno della struttura, garantendo un pasto caldo, un posto letto e assistenza di base a chi si prepara ad affrontare le Alpi.
 

Un presidio umanitario in difficoltà
 

Nato nel 2018 per affrontare l'emergenza dal punto di vista esclusivamente umanitario e gestito dalla Fondazione Talità Kum, il Rifugio fraternità Massi ha attraversato recentemente mesi molto complessi. La mancanza di finanziamenti istituzionali ha messo a dura prova la tenuta del centro, che ha costi di gestione altissimi e che nei mesi scorsi è stato persino costretto a sospendere momentaneamente l'accoglienza diurna, garantendo solo l'apertura dalle 17 del pomeriggio.
Grazie all'intervento di fondazioni bancarie e alla rete di volontariato (oltre cento le persone coinvolte) il rifugio continua la sua missione salva-vita. 

La serata astigiana sarà quindi non solo un momento di informazione su una delle frontiere più calde d'Europa, ma anche un gesto concreto per sostenere chi, ogni giorno, si prende cura delle persone in transito.

Redazione

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