Economia e lavoro - 10 giugno 2026, 15:24

Cooperazione e co-progettazione, a Paesana la restituzione di un percorso per la salute nelle valli

Mario Sacco, presidente di Confcooperative Piemonte Sud, ribadisce il valore della cooperazione per il territorio

Cooperazione e co-progettazione, a Paesana la restituzione di un percorso per la salute nelle valli

Un progetto nato per portare assistenza socio-sanitaria nelle aree interne ha trovato a Paesana un momento pubblico di restituzione e rilancio. Nella Sala del Consiglio dell’Unione Montana Comuni del Monviso è stato infatti confermato l’impegno a dare continuità a un percorso che, nei mesi scorsi, ha seguito in modo continuativo 15 abitanti della Valle Po e della Val Varaita, con una particolare attenzione alle persone anziane e sole.

L’incontro a Paesana

L’appuntamento si è svolto lunedì 8 giugno ed è stato promosso dalla cooperativa di comunità Viso A Viso, aderente a Confcooperative Piemonte Sud, in collaborazione con Cooperazione Salute e con il Consorzio Monviso Solidale. Al centro, la restituzione di un percorso sperimentale costruito per offrire risposte concrete ai bisogni socio-sanitari dei territori montani, dove distanza, dispersione abitativa e fragilità sociale rendono spesso più difficile l’accesso ai servizi.

Nel corso del progetto sono stati attivati servizi che hanno compreso visite specialistiche, supporto psicologico e trattamenti fisioterapici, svolti sia nelle strutture sanitarie di riferimento sia a domicilio, proprio per intercettare in modo più diretto le necessità delle persone coinvolte. Una modalità che, soprattutto nelle aree interne, prova a contrastare non soltanto l’isolamento geografico, ma anche quello assistenziale.

Le voci dei promotori

Il presidente di Confcooperative Piemonte Sud, Mario Sacco, ha sottolineato: "La cooperazione lavora da sempre con e per il territorio. Questo progetto ha risposto con forza alle esigenze degli abitanti delle aree interne del sud del Piemonte, dando prova di conoscere da vicino i bisogni quotidiani delle persone. Grazie alla sinergia con altri enti locali e la pubblica amministrazione abbiamo raggiunto un ottimo risultato, e ci auspichiamo di poter continuare questo percorso anche il prossimo anno",.

Un ruolo centrale è stato svolto dal Consorzio Monviso Solidale, che ha avuto il compito di individuare i possibili utenti dei servizi offerti. La consigliera di amministrazione Claudia Abburà e il direttore generale Enrico Giraudo hanno osservato: "Abbiamo creduto fortemente nel potere delle connessioni per offrire una risposta condivisa alla comunità. Nei prossimi mesi, se ci sarà la possibilità, lavoreremo con convinzione alla prosecuzione del progetto, per ampliare progressivamente la nostra capacità di raggiungere altri abitanti in modo capillare",.

Il valore delle strutture territoriali

Tra gli aspetti evidenziati durante l’incontro, anche l’utilizzo delle strutture delle Unioni Montane e delle Porte di Valle, considerate come spazi che possono assumere una funzione più ampia rispetto alla sola accoglienza. Il presidente dell’Unione Montana dei Comuni del Monviso, Emanuele Vaudano, ha spiegato: "Uno degli elementi più significativi di questa esperienza è stato l’utilizzo delle strutture delle Unioni Montane e delle Porte di Valle. Luoghi che possono e devono essere compresi nel loro pieno potenziale: non sono spazi turistici, ma piccoli hub a sostegno del welfare territoriale",.

Sulla stessa linea anche il presidente della cooperativa Viso A Viso, Federico Bernini, che ha rimarcato il valore della prossimità e della conoscenza diretta delle comunità locali. "Come cooperativa di comunità abbiamo lavorato insieme a tutti i soggetti coinvolti nel progetto per costruire una risposta concreta ai bisogni socio-sanitari degli abitanti della Valle Po e della Val Varaita. Abbiamo messo a disposizione la nostra conoscenza del territorio, la vicinanza alle persone e la capacità di collegare cittadini, professionisti ed enti pubblici", ha dichiarato, aggiungendo che questa esperienza conferma il ruolo strategico delle cooperative di comunità e delle Porte di Valle come presìdi di welfare di prossimità nei territori montani.

Una risposta per le aree interne

Il progetto si inserisce in un contesto in cui la cooperazione di comunità viene considerata uno strumento utile per mantenere attivi servizi essenziali e relazioni sociali nei territori di montagna. In aree segnate da distanze maggiori e da una popolazione diffusa tra borgate e centri abitati, la presenza di realtà radicate localmente può infatti facilitare l’ascolto dei bisogni, l’individuazione delle fragilità e il collegamento tra cittadini, professionisti ed enti pubblici.

La prospettiva emersa dall’incontro di Paesana è dunque quella di dare continuità al progetto, ampliandone nel tempo la capacità di risposta. Un’indicazione che, per Valle Po e Val Varaita, prova a trasformare la prossimità non soltanto in un metodo operativo, ma in un elemento distintivo della qualità del servizio.

Redazione

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