Solidarietà - 10 giugno 2026, 13:41

Una casa per crescere e imparare indipendenza e autonomia [FOTO]

Ad Asti due alloggi sistemati con i fondi Pnrr sostengono il progetto di Vita indipendente. In via dei Vetrai l'incontro con i condomini

Alcuni ragazzi del progetto

Alcuni ragazzi del progetto

Ci sono incontri che valgono più di una presentazione. 

Ieri, in via dei Vetrai, sei giovani adulti con disabilità hanno bussato idealmente alla porta del loro condominio per mostrarsi ed entrare con discrezione in una nuova comunità. 

L’appartamento, di proprietà del Comune di Asti e ristrutturato grazie ai fondi del Pnrr, è uno dei due alloggi destinati al progetto di Vita indipendente avviato in città.

L’idea è semplice e ambiziosa insieme: allenare l’autonomia, passo dopo passo, in un luogo vero, condiviso, quotidiano. 

Non una struttura chiusa, ma una casa da abitare per alcune ore al giorno, imparando a gestire spazi, relazioni e piccole responsabilità, dalla lavatrice alla tavola, dalla pulizia all’ordine.

 E proprio per questo i ragazzi hanno voluto incontrare i condomini, presentarsi e spiegare il senso di quell’esperienza.

Una rete di servizi e persone
 

Il progetto rientra nella missione 5 del Pnrr, dedicata alla sperimentazione di percorsi di autonomia abitativa e lavorativa per persone con disabilità.

 Ad Asti i finanziamenti hanno permesso di avviare due percorsi distinti: uno ha portato alla ristrutturazione dell’alloggio di via dei Vetrai, l’altro al recupero di un secondo appartamento più piccolo in corso Einaudi, in uno stabile proveniente da una confisca alla criminalità organizzata.

Dietro questo lavoro c’è una rete larga, che tiene insieme Comune di Asti, Cisa, Cogesa e cooperativa Vedogiovane.

L'assistente sociale Chiara Naccari e la funzionaria comunale Ornella Lovisolo hanno spiegato che l'obiettivo è costruire progetti personalizzati insieme ai ragazzi e alle loro famiglie, con un accompagnamento costante e verifiche periodiche sui percorsi.

Una palestra per l’autonomia
 

Come ha raccontato Serena Bestente, educatrice di Vedogiovane, gli alloggi sono al momento vere e proprie palestre per la vita autonoma. I ragazzi trascorrono alcune ore al giorno negli appartamenti, iniziando a prenderne possesso con piccoli gesti concreti: sistemare gli oggetti, condividere i pasti, fare formazione, occuparsi della casa.

"Li possiamo definire come delle palestre per l'autonomia al momento", ha spiegato Bestente. E ancora: "Si è partiti dal prendersene cura, iniziare a sistemare tutte le cose, vivere i primi momenti di pranzi insieme, la formazione digitale e poi fare la lavatrice, gestire l'ordine e la pulizia"

È una quotidianità fatta di esercizi semplici solo in apparenza, perché dentro ci sono indipendenza, fiducia, responsabilità e desiderio di costruire un futuro possibile.

I ragazzi e le loro storie
 

A rendere vivo il progetto sono soprattutto loro, i sei ragazzi che lo abitano con tempi e modalità diverse. Ognuno ha raccontato qualcosa di sé attraverso i cartelloni preparati per l’occasione, quasi una piccola carta d’identità emotiva. Florin, 29 anni, è rumeno, ama le macchine e sogna il brevetto di volo; per lui casa è il luogo dove sentirsi sicuro, protetto e libero di invitare le persone a cui vuole bene.
Raffaele, 45 anni, vive a Capriglio, ama musica, cinema, cartoni animati, fumetti, videogiochi e i quiz in tv; per lui la casa è un posto tranquillo e accogliente, dove invitare gli amici per giocare o guardare insieme un film. Simone, 22 anni, usa il computer per lavoro e divertimento, è tifoso del Napoli e considera la casa uno spazio da tenere pulito e ordinato, dove poter stare da solo e gestire meglio la propria giornata.
David, 34 anni, ama stare con gli amici e uscire in centro ad Asti, fa volontariato all’Emporio della Caritas e si dedica alla cura degli orti comunali; per lui casa significa imparare a cucinare, sistemare la lavastoviglie e accogliere gli amici per un caffè. Graziano, 41 anni, ama nuotare, ascoltare musica e conoscere persone nuove; immagina casa come un luogo di tranquillità dove invitare amici a pranzo, a cena e stare insieme.

 Stefano, 32 anni, vive con una nonna affidataria, ha già raggiunto tanti obiettivi con il progetto e lavora in una casa di riposo a Montemagno; per lui casa è cucinare, tenere in ordine, pagare le bollette e vivere in serenità.

Il valore di un incontro
 

Il primo contatto con i condomini ha avuto il sapore di una piccola, grande prova di normalità. I ragazzi si sono presentati con un messaggio scritto da loro, inserito nella buca delle lettere, spiegando di voler vivere "su base di uguaglianza" e promettendo di essere "buoni vicini di casa"

È un dettaglio che dice molto del progetto: non c’è solo assistenza, ma relazione; non solo tutela, ma crescita; non solo un alloggio, ma un luogo dove allenare fiducia e appartenenza. 

La sperimentazione formale del Pnrr si concluderà a fine giugno, ma gli appartamenti continueranno a essere utilizzati anche dopo, come patrimonio sociale della città. 

Ed è forse questo il senso più pieno dell’iniziativa: un finanziamento che non si limita a ristrutturare muri, ma mette in moto possibilità, incontri e futuro.

Betty Martinelli

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