"L’Albania non è in vendita". È questo il grido che unisce le piazze albanesi e che oggi trova piena solidarietà anche ad Asti. Azione Asti esprime profonda vicinanza e fermo sostegno alla numerosa e laboriosa comunità albanese residente nel nostro territorio, che sta guardando con enorme preoccupazione e indignazione a quanto sta accadendo nella propria terra d’origine.
Al centro della protesta c'è il mega-progetto turistico di lusso che il genero di Donald Trump intende realizzare in aree naturalistiche protette di inestimabile valore, come l’isola di Saseno e la penisola di Zvërnec. Un’operazione di pura speculazione edilizia che minaccia di cementificare il patrimonio ambientale albanese a esclusivo beneficio di miliardari stranieri.
"La comunità albanese è una colonna portante del tessuto sociale ed economico di Asti", dichiarano i rappresentanti di Azione Asti. "Parliamo di cittadini integrati, che amano la nostra città ma che mantengono un legame viscerale e indissolubile con le proprie radici. Non possiamo restare indifferenti di fronte al loro dolore e alla loro rabbia nel vedere la propria terra d'origine trattata come una merce di scambio".

Azione Asti sposa i motivi della protesta e ribadisce la necessità di un modello di sviluppo diverso:
- Sì alla tutela dell'ambiente: I paradisi naturali dell'Adriatico appartengono al popolo albanese e alle future generazioni, non ai grandi speculatori internazionali.
- Sì a un turismo sostenibile: Lo sviluppo economico deve generare benessere diffuso e rispetto per il territorio, non colonialismo economico guidato da élite straniere.
Con questo comunicato, Azione Asti vuole fare da cassa di risonanza per una battaglia di dignità, democrazia e trasparenza. "Ai tantissimi amici albanesi che vivono ad Asti diciamo: non siete soli. La vostra lotta per difendere la bellezza e la sovranità della vostra terra è anche la nostra. La dignità di un popolo non ha prezzo", concludono i vertici locali del partito guidato da Mario Bovino.





