Attualità - 16 giugno 2026, 17:34

Addio a Piero Amerio, rinomato studioso che ha fatto fiorire anche la botanica Astigiana

Il docente emerito dell'ateneo torinese, fondatore di uno splendido giardino a Castell'Alfero, è scomparso ieri mattina

Il professor Amerio

Il professor Amerio

Il mondo accademico piemontese e gli appassionati di botanica piangono la scomparsa di Piero Amerio, professore emerito dell'Università degli Studi di Torino e autorevole studioso di psicologia sociale e di comunità. Si è spento ieri mattina, lunedì 15 giugno, lasciando un immenso vuoto scientifico e umano. Il ricercatore era noto non solo per le sue fondamentali ricerche accademiche, ma anche per la creazione del celebre Roseto della Sorpresa a Castell'Alfero, in provincia di Asti.

Una vita tra scienza e società

Nato a Torino nel 1934, Piero Amerio è stato tra i principali promotori della psicologia sociale e della psicologia di comunità in Italia. Nel corso della sua lunga carriera accademica ha guidato generazioni di studenti e ricercatori, rivestendo ruoli di rilievo come quello di presidente della Società Italiana di Psicologia di Comunità (SIPCO) e membro del Consiglio Italiano per le Scienze Sociali.

Tra i suoi numerosi saggi, spiccano manuali e monografie adottati nei principali atenei italiani, come Fondamenti teorici di psicologia sociale, pubblicato nel 1995, e Psicologia di comunità, uscito nel 2000. Negli ultimi anni della sua attività si era concentrato sui temi della solitudine moderna e delle relazioni umane con opere di successo tra cui L'altro necessario. Contro la solitudine della società moderna (2013) e Vivere insieme. Comunità e relazione nella società globale (2017).

Il giardino delle rose antiche

Accanto alla rigorosa attività scientifica, la grande passione di Amerio è stata la botanica, in particolare lo studio e la coltivazione delle rose antiche e selvatiche. Circa trent'anni fa ha fondato il Roseto della Sorpresa a Castell'Alfero, trasformando una dimora storica dell'astigiano in un vero e proprio giardino botanico, oggi inserito nel circuito dei giardini storici del Piemonte.

Il giardino ospita oltre cinquecento esemplari e quasi cento specie di rose botaniche e varietà europee coltivate prima delle ibridazioni con quelle cinesi. Per questa instancabile opera di valorizzazione culturale e salvaguardia del territorio, nel 2010 l'Osservatorio del paesaggio per il Monferrato e l'Astigiano gli ha conferito il prestigioso titolo di Alfiere del Paesaggio.

Sempre nel 2010, lo studioso ha unito la sua passione per la scrittura e quella per la natura nel volume Storie di rose antiche, pubblicato da Medusa con la prefazione del noto scrittore Ernesto Ferrero.

Il ricordo commosso dei collaboratori

La scomparsa del professore ha suscitato profondo cordoglio tra i collaboratori del roseto astigiano, che lo ricordano come un uomo dalla straordinaria sensibilità e un grande appassionato di calcio, fedele sostenitore del Torino.

"Ieri mattina il nostro roseto ha perso il suo creatore e parte della sua anima", commentano, rievocando la figura di un ricercatore-poeta che ha saputo dar vita a un luogo di incontro e sperimentazione. "Non è mai venuta meno la sua passione per la terra astigiana e sarà strano non ritrovarlo più a camminare tra le sue amate rose, a potarle e a dispensare consigli", aggiungono, ricordando come quel giardino fosse per lui uno spazio di affetti profondi. "Rimarranno per sempre con noi la memoria di questa complessa avventura e i frutti del suo lavoro", concludono.

L'ultimo saluto

La camera ardente sarà allestita a Torino domani, mercoledì 17 giugno, presso il Dipartimento di Psicologia in via Verdi 10, dalle 11 alle 17. I funerali si terranno invece giovedì 18 giugno a partire dalle 11.50 presso il Tempio Socrem del capoluogo piemontese.

Redazione

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