Il destino della Casa del Teatro 3 in via Scarampi si compirà in via definitiva il prossimo 30 giugno, quando calerà il sipario sulla storica sede dell’associazione culturale Arcoscenico. L’edificio verrà prossimamente smantellato per fare spazio alle necessità strutturali del vicino istituto scolastico.
Mentre l'addio ai locali si avvicina, le tempistiche per un'eventuale ricollocazione si dilatano. Ileana Spalla, attrice e anima del progetto insieme a Sergio Danzi, ha chiarito la delicata fase di transizione: "La novità è ancora in alto mare. Stiamo solo valutando se ci sono bandi a sostegno, se non ce ne sono molliamo, ma non se ne parla, in ogni caso, prima di ottobre perché attualmente i locali sono a disposizione di altri progetti temporanei".
La replica dell'assessore alla Cultura
Sulla vicenda, che ha sollevato un polverone politico e civico, è intervenuto direttamente l'assessore alla Cultura Paride Candelaresi, respingendo le accuse di disinteresse da parte della giunta. "Sono sulla faccenda assolutamente ed emotivamente coinvolto, ho sempre rispettato il loro lavoro".

L'esponente della giunta ci tiene a fare chiarezza sulle tempistiche dell'operazione, ricordando come le decisioni sullo stabile risalgano a diversi anni fa: "Quel contratto aveva una sua naturale scadenza nel 2019, anno in cui c'è stata questa scelta e io non ero neanche assessore", precisa Candelaresi. L'amministrazione, assicura l'assessore, non è rimasta con le mani in mano: "Ci siamo messi a totale disposizione per provare a immaginare delle alternative possibili, fra cui il teatro della Jona e alcuni altri spazi". Diverse opzioni sono state vagliate attraverso sopralluoghi congiunti con gli uffici competenti, il sindaco e il vicesindaco, ma si sono scontrate con incompatibilità tecniche e logistiche.
"L'amministrazione non si è sottratta al confronto". L'impegno per il futuro rimane quindi valido: "Ho fatto promesse di essere completamente a disposizione e lo sono sempre stato, la porta dell'assessorato è sempre aperta".
L'attacco dell'opposizione
Le precisazioni dell'amministrazione arrivano in risposta alla forte presa di posizione della minoranza. I consiglieri di Uniti si può, Vittoria Briccarello e Mauro Bosia, hanno diffuso un video dai locali in via di dismissione, denunciando l'assenza di soluzioni concrete: "Oggi riteniamo sia giusto raccontare ciò che è accaduto. Lo facciamo perché, nonostante il tempo a disposizione e gli impegni assunti, non sono state individuate soluzioni alternative concrete che permettessero all’attività di proseguire".
L'accusa mossa all'amministrazione è di non aver saputo trovare in sette anni una collocazione alternativa per l'associazione. "Non sindachiamo la non agibilità, sindachiamo che in sette anni l’amministrazione non abbia trovato un luogo alternativo", sottolineano Briccarello e Bosia, evidenziando come la città perda "uno spazio culturale vivo, dinamico, attivo".
Sulla stessa linea d'onda si inserisce l'interpellanza presentata dal consigliere Mario Malandrone di Ambiente Asti, che interroga direttamente la giunta e il sindaco sulle iniziative intraprese per salvaguardare il patrimonio costruito in via Scarampi.
Il documento chiede formalmente se il Comune abbia avviato interlocuzioni per individuare una nuova sede idonea e se intenda mettere a disposizione spazi temporanei o definitivi per evitare l'interruzione delle lezioni e degli spettacoli. Malandrone chiede inoltre chiarimenti sull'eventualità di contribuire economicamente agli adeguamenti, domandando se siano stati presi contatti con la Fondazione Cassa di Risparmio di Asti o altri enti del territorio per supportare la ricollocazione.
In attesa di risposte istituzionali, il futuro di Arcoscenico rimane appeso all'esito dei bandi e all'eventuale disponibilità di nuovi spazi a partire dall'autunno.





