Il sistema della formazione professionale in Piemonte non si trova in una situazione emergenziale, ma poggia su basi finanziarie solide e costantemente monitorate. E' la sintesi di quanto sostenuto dall'assessore regionale all'Istruzione e Formazione professionale, Daniela Cameroni, che è intervenuta durante un question time in Consiglio regionale per rispondere a un'interrogazione presentata dal consigliere Marco Calderoni. Contestualmente, l'assessore ha comunicato che, tra giugno e luglio, la Regione immetterà nel circuito del settore oltre 30 milioni di euro a favore degli operatori accreditati.
Il focus del dibattito ha riguardato i pagamenti e la futura programmazione delle attività formative per il biennio 2026-2027. L'esponente della giunta ha chiarito che non sussistono criticità strutturali capaci di minare la sostenibilità del comparto. “La situazione è costantemente monitorata e condivisa con gli enti accreditati e le loro rappresentanze”, ha precisato, rassicurando l'aula sulle tempistiche di erogazione dei contributi.
La macchina amministrativa regionale si trova a gestire una mole di risorse senza precedenti, derivanti dal Fondo sociale europeo plus (Fse+) e dal Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr). Si tratta di passaggi che richiedono rigide procedure di controllo, rendicontazione e certificazione imposte dalle normative nazionali e comunitarie. Secondo la ricostruzione della Regione, queste scadenze servono proprio a tutelare il corretto uso del denaro pubblico e vengono discusse passo dopo passo con gli enti interessati.
Le cifre complessive della programmazione piemontese delineano un quadro macroeconomico di forte impatto. L'ammontare complessivo tocca infatti un miliardo di euro stanziato dal Fondo sociale europeo plus per l'istruzione, la formazione e il lavoro. A questa dote si uniscono altri 300 milioni di euro per le politiche di welfare e 315 milioni di euro legati ai bandi del Pnrr. Soltanto nel corso dell'ultimo anno, gli uffici regionali sono riusciti ad acquisire più di 350 milioni di euro, un dato che la sanità finanziaria dell'ente considera la prova principale della tenuta complessiva del sistema.
Davanti alle preoccupazioni sollevate su ipotetici rallentamenti nell'erogazione delle spettanze, la risposta istituzionale punta quindi sulla regolarità dei flussi rispetto agli anni passati. Restano confermate anche le tutele per il periodo successivo alla conclusione del programma Gol (Garanzia occupabilità lavoratori): “La Regione sta procedendo in linea con quanto avvenuto nelle precedenti annualità e ha già fornito tutte le rassicurazioni in merito alla continuità delle attività formative”, ha ribadito in chiusura l'assessore, evidenziando come l'obiettivo strategico rimanga quello di offrire certezze e alta qualità a un settore ritenuto fondamentale per l'occupazione e la competitività dell'intero territorio piemontese.





